Se ne parlava per la prima volta a novembre 2025 ed è stata mantenuta la parola. Presto vedremo nelle sale italiane "Se domani non torno", un film sulla storia di Giulia Cecchettin, la ventiduenne uccisa da Filippo Turetta a novembre 2023, affidato alla regia di Paola Randi, basato sul libro scritto dal papà della ragazza, Gino Cecchettin, con Marco Franzoso.
Un titolo che ci riporta direttamente all'incisivo verso della poesia di Cristina Torre Cáceres, quella famosissima che girava ovunque a fine 2023, nel periodo del femminicidio della ventiduenne.
La frase, ripetuta tra manifestazioni, post sui social, commemorazioni in piazza e pagine di giornale, oggi è un monito e il titolo della pellicola, che avrà il pregio, già annunciato, di essere un film volto a sensibilizzare, scuotere le coscienze a tal punto da farci interrogare sul presente senza spettacolarizzare la violenza.
Un'opera delicata, quindi, con sceneggiatura firmata dalla regista e da Lisa Nur Sultan, che più volte ha toccato, con la sua scrittura, tematiche dal peso significativo o legate alla memoria.
Il film uscirà nelle sale in Italia il 5 novembre 2026, a tre anni dalla morte di Giulia Cecchettin.
Alla produzione c’è Notorious Pictures, che collabora con Sky Cinema.
I toni sono quelli del film drammatico: non è un thriller e non ci si vuole concentrare sui fatti di cronaca in sé. Le prime immagini già ci toccano e ci fanno emozionare. Al centro della storia c'è una famiglia come tante, quella di Giulia, una ragazza immortalata nella semplicità di tutti i giorni, con ambizioni e progetti da realizzare, nel fiore degli anni, pronta a conseguire la laurea in Ingegneria biomedica all'Università di Padova.
Giulia era una ragazza con sogni, affetti e una vita davanti a sé. L'opera vuole raccontarci l'identità di Giulia prima che venisse identificata come una vittima o un simbolo di lotta contro il femminicidio.
Sabrina Martina interpreta Giulia Cecchettin; la sorella Elena è interpretata da Tecla Bossi, mentre Tommaso Allione è il fratello Davide e Filippo Timi interpreta il padre di Giulia.
Non vedremo un attore nei panni di Filippo Turetta, l'autore del femminicidio: una decisione insolita rispetto ai film etichettati come "true crime", ma perfetta, se si considera che questa pellicola tutto vuole essere fuorché un true crime.
La famiglia ha deciso di non lasciare spazio, neppure nel libro, a chi ha commesso l'omicidio e di fare luce, piuttosto, su Giulia, la sua realtà e sulla denuncia: temi che si sono rivelati ancora più centrali nell'opinione pubblica dal 2023 in poi.
Il percorso della giovane viene presentato, secondo quanto dichiarato dai produttori, per lasciare il segno nella coscienza degli spettatori e dare forma alla memoria: ricordare quanto il femminicidio di questa ragazza abbia scatenato un meccanismo a catena nelle riflessioni e nei dibattiti, andati al di là del mero fatto di cronaca, dal discorso di Elena Cecchettin sul patriarcato alla nascita della Fondazione Giulia Cecchettin, fino all’impegno costante della famiglia nel tenere viva la memoria della ragazza e nel chiedere cambiamenti concreti nella società, affinché certe storie non si debbano più vedere.
ha spiegato Guglielmo Marchetti, CEO di Notorious Pictures: