20 Jul, 2026 - 07:00

Prima bastava Salvini. Ora, con Vannacci in mezzo, si muovono tutti

Prima bastava Salvini. Ora, con Vannacci in mezzo, si muovono tutti

"Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto." Il post è di Giorgia Meloni, del 17 luglio, con una card che promette, incredibile, di farla finita con i paradossi. LA storia la sappiamo bene perché è diventata per qualche giorno l’ossessione collettiva; due giorni prima la prima sezione penale della Corte di cassazione aveva reso definitivi 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour che il 28 aprile 2021 uscì dal negozio con la pistola, raggiunse i rapinatori mentre salivano in auto e ne uccise due, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. Le motivazioni d'appello, 34 pagine, lo scrivono senza margini: quando partirono i colpi la rapina era finita.

Poi è successo tutto in quarantott'ore. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha aperto d'ufficio l'istruttoria per la grazia, appoggiandosi al comma 4 dell'articolo 681 del codice di procedura penale. I capigruppo di tutta la maggioranza hanno lanciato una raccolta firme. Roberto Vannacci, da canto suo, aveva già la maglietta pronta. E Sergio Mattarella ha dovuto convocare il suo ministro al Quirinale per ricordargli che la grazia la firma il Capo dello Stato, come stabilito dalla sentenza 200 del 2006 della Corte costituzionale. Una nota per rispiegare l'alfabeto.

Chiamiamolo col suo nome: un quarto grado. Sopra la Cassazione ordinaria si vuole montare una cassazione politica, che riapre il fascicolo quando il verdetto dispiace e lo lascia chiuso quando il condannato è privo di appeal. Il metro esiste già: dal 2015 al 31 dicembre 2025 Mattarella ha esaminato 4.230 pratiche di grazia e ne ha accolte 71, il due per cento, secondo le elaborazioni di Pagella Politica sui dati del Quirinale. Le altre 4.159 storie non avevano i capigruppo.

Prima bastava Salvini

La novità oggi sta solo nel numero dei tifosi, perché il repertorio è vecchio. Nel 2019 Matteo Salvini (Lega) andò a trovare in cella a Piacenza Angelo Peveri, imprenditore di Sarmato condannato a 4 anni e 6 mesi per aver sparato in pieno petto al romeno Dorel Jucan dopo avergli sbattuto tre volte la testa a terra, e promise di tirarlo fuori. Nel dicembre 2013 si era schierato per Mirko Franzoni, il meccanico di Serle che braccò col fucile per due ore un ladro albanese, e lo ammazzò. Bandierine della Lega, una per volta, sempre le sue.

C'è pure il precedente che oggi nessuno cita. Walter Onichini, macellaio di Legnaro, sparò dal balcone all'albanese Elson Ndreca entrato a rubare in casa sua: 4 anni, 10 mesi e 27 giorni, definitivi nel 2021. La grazia la chiese la moglie quel novembre, spinta da Salvini e Meloni. Mattarella rispose no nel settembre 2023, dopo ventidue mesi. Ventidue mesi allora, ventiquattro ore oggi: la differenza la fa la temperatura del talk show, non il codice.

Stavolta si muovono tutti: la premier, i capigruppo, il Guardasigilli, Maurizio Gasparri (FI), il governatore Attilio Fontana (Lega), il ministro Guido Crosetto. Il motivo sta nei sondaggi: Swg per La7, 13 luglio, dà Futuro Nazionale di Roberto Vannacci al 6,3%, la Lega al 5,4%. Il sit-in sotto la Cassazione con lo striscione "Super Mario", il giorno della sentenza, era dei suoi. Il resto della destra è arrivato dopo, di corsa, a difendere una quota di mercato.

L'esasperazione col cognome giusto

Milano, viale Giovanni da Cermenate, le cinque del mattino del 17 ottobre 2024. Suona l'allarme del bar e scendono in strada Shu Zou, 33 anni, e lo zio Liu Chongbing, 52, nipote e marito della titolare, cinese come loro. Dentro c'è Eros Di Ronza, 37 anni, che arraffa gratta e vinci. Lo inseguono, lo buttano a terra e lo colpiscono 44 volte con una forbice da 22centimetri: giugulare, cuore, polmoni, fegato. La refurtiva l'aveva già persa strisciando sotto la saracinesca.

Il 4 maggio 2026 la Corte d'assise di Milano li ha condannati a 17 anni ciascuno, tre in più di quanto chiedeva la pm Maura Ripamonti, con l'attenuante della provocazione: il furto lo avevano subito davvero. Lo aveva scritto pure il gip che li scarcerò nell'ottobre 2024, rabbia e frustrazione nel vedere "ancora una volta" il proprio lavoro dileguarsi in un attimo. Esasperazione agli atti, certificata da un giudice, e pena più alta di quella di Roggero. Voi l'avete sentita, la politica insorgere per Shu Zou? Nessun capogruppo, nessuna firma, nessuna istruttoria. La t-shirt "Siamo tutti Liu Chongbing" non la vende nessuno.

Provocazione per accumulo

Poi c'è Roberta Gasperini, che il 10 settembre 2014, in una casa in affitto ad Alghero, uccise nel sonno a coltellate il marito Pietro Girardi. Gli atti dicono anni di percosse, minacce di morte, umiliazioni, rapporti sessuali imposti e ripresi in video con estranei. Il marito l'aveva cosparsa di benzina e le aveva dato fuoco agli organi genitali, e quel giorno le aveva detto che al risveglio avrebbe rifatto il lavoro. Il gup di Sassari le negò la legittima difesa, poteva "fuggire indisturbata", e le riconobbe "la circostanza attenuante della provocazione per accumulo". 6 anni, 2 mesi e 20 giornidopo l'appello di Cagliari, confermati in Cassazione. L'esasperazione che si accumula ha pure un nome tecnico, insomma. Per lei non si mosse nessuno.

Allora mettiamole in fila, le domande. Quarantaquattro forbiciate al collo di un uomo inerme che striscia per terra: la firmereste, quella raccolta? Un fucile a bruciapelo dopo tre teste sbattute sull'asfalto: grazia? Sei anni a chi ha ucciso chi le aveva bruciato i genitali: istruttoria d'ufficio? Dal 2015 al 31 dicembre 2025 Mattarella ha esaminato 4.230 domande di grazia e ne ha accolte 71, il due per cento, dice Pagella Politica. Le altre 4.159 non avevano i capigruppo. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene, ha scritto la premier.

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