16 Jul, 2026 - 21:28

Messi come Cafu, Messi oltre Cafu: la terza finale Mondiale da titolare per entrare nell’eternità

Messi come Cafu, Messi oltre Cafu: la terza finale Mondiale da titolare per entrare nell’eternità

Ci sono record che raccontano una carriera. E poi ce ne sono altri che raccontano un’epoca intera. Lionel Messi è pronto a entrare in una dimensione ancora più esclusiva della storia della Coppa del Mondo: quella dei calciatori capaci di disputare tre finali Mondiali. Un territorio finora abitato da un solo nome, quello di Cafu, leggenda del Brasile arrivata all’ultimo atto del torneo nel 1994, nel 1998 e nel 2002.

Ma il possibile primato di Messi avrebbe un peso ancora maggiore. Perché il fuoriclasse argentino non sarebbe soltanto il secondo giocatore della storia a raggiungere quota tre finali mondiali: sarebbe il primo ad averle giocate tutte da titolare, sempre al centro del progetto tecnico della propria Nazionale, sempre con il ruolo di leader riconosciuto.

Un traguardo che va oltre i numeri e che rappresenta la sintesi perfetta della sua straordinaria parabola con la maglia dell’Argentina: dalle critiche e dalle delusioni degli anni passati fino alla consacrazione definitiva sul tetto del mondo.

Il confronto con Cafu: un record nato da due storie diverse

Il nome di Cafu è inevitabilmente legato a questo particolare primato. Il capitano del Brasile campione del mondo nel 2002 è ancora oggi l’unico calciatore ad aver partecipato a tre finali consecutive della Coppa del Mondo.

La sua storia mondiale iniziò nel 1994 negli Stati Uniti, quando la Seleção guidata da Carlos Alberto Parreira conquistò il titolo battendo l’Italia ai rigori nella finale di Pasadena. Cafu faceva parte di quella squadra, ma non era ancora il protagonista assoluto che sarebbe diventato negli anni successivi.

Nel 1998 arrivò una nuova finale, questa volta da titolare, persa dal Brasile contro la Francia di Zidane al termine di una partita segnata dalla doppietta del fuoriclasse transalpino. Quattro anni più tardi, in Corea e Giappone, Cafu completò il suo percorso entrando definitivamente nella leggenda: capitano del Brasile campione del mondo dopo il successo sulla Germania.

Messi potrebbe eguagliare quel traguardo, ma con una differenza fondamentale: il suo ruolo nelle tre campagne mondiali sarebbe sempre stato quello del protagonista principale.

2014, la prima finale: il sogno spezzato al Maracanã

La prima occasione per Messi arrivò nel Mondiale brasiliano del 2014. L’Argentina di Alejandro Sabella costruì il proprio cammino sulla solidità difensiva e sulle invenzioni del numero 10, che rappresentava il principale punto di riferimento offensivo della squadra.

Messi trascinò l’Albiceleste nella fase a eliminazione diretta, segnando contro la Bosnia e l’Iran nella fase a gironi e risultando decisivo anche negli ottavi contro la Svizzera. La squadra argentina superò poi Belgio e Olanda, fino ad arrivare alla finale del Maracanã contro la Germania.

Quella partita sembrò destinata a rimanere il momento della consacrazione. Messi aveva davanti a sé l’occasione di aggiungere il Mondiale alla sua già straordinaria collezione di trofei. Ma il gol di Mario Götze nei supplementari consegnò la coppa ai tedeschi.

La sconfitta lasciò una ferita profonda. Per molti anni quella finale è stata utilizzata come argomento per mettere in discussione il rapporto tra Messi e la Nazionale. Una pressione enorme per un giocatore che, nonostante tutto, aveva già raggiunto un livello di rendimento irripetibile.

2022, la rivincita: Messi conquista il Mondiale e cambia la storia

Il Mondiale in Qatar rappresentò il momento della trasformazione definitiva. Messi arrivò alla competizione con un peso enorme sulle spalle: non era più soltanto il talento più grande della sua generazione, ma il capitano chiamato a riportare l’Argentina sul tetto del mondo dopo il successo del 1986.

Dopo un debutto complicato contro l’Arabia Saudita, la squadra di Lionel Scaloni trovò equilibrio e convinzione. Messi diventò il simbolo di un gruppo capace di reagire alle difficoltà e di crescere partita dopo partita.

Il numero 10 fu decisivo in ogni fase del torneo: segnò, fornì assist, guidò i compagni nei momenti più delicati e arrivò alla finale contro la Francia da assoluto protagonista.

La sfida di Lusail è entrata nella storia del calcio. Messi segnò due gol e trasformò il rigore nella serie finale, portando l’Argentina alla conquista della terza Coppa del Mondo della sua storia.

Quella vittoria cambiò definitivamente la percezione della sua carriera internazionale. Il confronto con Diego Armando Maradona non aveva più lo stesso significato: Messi aveva raggiunto il traguardo che per anni era stato considerato impossibile.

La terza finale: il record della continuità e della leadership

Arrivare a una finale mondiale è un’impresa rarissima. Farlo tre volte rappresenta qualcosa di ancora più straordinario. Ma ciò che rende speciale il percorso di Messi è la continuità.

Dal 2014 al possibile terzo appuntamento è passato più di un decennio. Nel frattempo il calcio è cambiato, sono cambiate generazioni di giocatori e molte stelle hanno lasciato il palcoscenico internazionale. Messi, invece, è rimasto.

La sua evoluzione è stata evidente. Nel 2014 era il giocatore delle accelerazioni, del dribbling nello stretto e delle progressioni devastanti. Nel 2022 è diventato un leader totale: meno dipendente dalla velocità, ma ancora più decisivo nella lettura del gioco, nella gestione dei momenti e nella capacità di scegliere la giocata giusta.

Una trasformazione che gli ha permesso di mantenersi ai vertici anche oltre i trent’anni, confermando una longevità rarissima.

Oltre il record: Messi e l’eternità del calcio

Il record delle tre finali Mondiali da titolare avrebbe un valore simbolico enorme. Non sarebbe soltanto una statistica da aggiungere a una carriera già piena di primati, ma la dimostrazione di una presenza costante ai massimi livelli.

Cafu ha rappresentato la continuità del Brasile vincente degli anni Novanta e Duemila. Messi rappresenta invece la capacità di un singolo campione di attraversare epoche diverse, cambiando stile ma mantenendo intatto il proprio impatto.

Tre finali mondiali da titolare significherebbero entrare in una categoria riservata a pochissimi giocatori nella storia. Un ultimo capitolo che potrebbe rendere ancora più grande una leggenda già consegnata al calcio.

Perché Messi non sarebbe soltanto come Cafu. Sarebbe qualcosa di ancora diverso: il primo ad aver giocato tre finali Mondiali sempre da protagonista assoluto. Un’impresa destinata a rimanere irripetibile.

LEGGI ANCHE