16 Jul, 2026 - 17:45

La Corte UE si pronuncia sull'amnistia catalana: cosa succede adesso a Carles Puigdemont?

La Corte UE si pronuncia sull'amnistia catalana: cosa succede adesso a Carles Puigdemont?

La Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che la legge spagnola sull'amnistia per gli indipendentisti catalani è compatibile con il diritto dell'UE. La decisione rappresenta un passaggio significativo per il futuro della normativa, ma non determina automaticamente l'applicazione dell'amnistia a Carles Puigdemont, la cui posizione resta nelle mani della magistratura spagnola.

Corte UE sulla legge di amnistia catalana: la decisione dei giudici di Lussemburgo

La Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito, il 16 luglio 2026, che la legge spagnola sull'amnistia non contravviene alle norme europee. Si tratta di una decisione importante per quanto riguarda gli indipendentisti catalani ma che incide soprattutto sul caso di Carles Puigdemont.

La decisione della Corte di giustizia dell'UE è arrivata in risposta a due questioni pregiudiziali presentate dalla Corte dei Conti spagnola e dall'Alta Corte nazionale. I giudici di Lussemburgo hanno stabilito che la normativa non compromette la tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea e non viola le disposizioni della direttiva europea sul contrasto al terrorismo.

I giudici della Corte UE hanno confermato l'orientamento già espresso lo scorso novembre dall'avvocato generale della Corte, Dean Spielmann, il cui parere, pur non essendo vincolante, aveva ritenuto compatibile con il diritto europeo l'amnistia per gli indipendentisti catalani.

Cosa cambia per Carles Puigdemont dopo la sentenza della Corte UE

La decisione del 16 luglio, tuttavia, non riguarda direttamente la posizione di Puigdemont né comporta l'immediata revoca del mandato di arresto emesso nei suoi confronti.

La valutazione sull'applicazione dell'amnistia e sull'eventuale validità del mandato di arresto resta infatti di competenza dei tribunali spagnoli, che dovranno pronunciarsi alla luce dell'interpretazione fornita dalla Corte di giustizia dell'UE.

Sarà la Corte Costituzionale spagnola a decidere se accogliere o meno il ricorso di Puigdemont. Qualora si pronunciasse a favore dell'ex presidente catalano, ordinerebbe alla Corte Suprema di revocare il mandato di arresto. In questo caso si aprirebbe la strada al rientro di Puigdemont in Spagna.

Puigdemont ha affermato in una dichiarazione su X che "il cammino per sconfiggere la repressione non è finito".

Chi è Carles Piugdemont

Carles Puigdemont è uno dei principali leader del movimento indipendentista catalano. È stato presidente del governo della Catalogna (Generalitat) dal 2016 al 2017. Durante il suo mandato ha promosso il referendum sull'indipendenza della Catalogna dell' ottobre 2017, dichiarato illegale dal governo spagnolo e dalla Corte costituzionale.

Successivamente, l'esecutivo catalano è stato destituito e diversi leader indipendentisti hanno affrontato procedimenti giudiziari. Puigdemont ha lasciato la Spagna e si è stabilito prima in Belgio per evitare l'arresto.

Negli anni successivi è rimasto una figura centrale dell'indipendentismo catalano e ha guidato il partito Junts per Catalunya (Junts). È stato inoltre eletto al Parlamento europeo come eurodeputato. Il suo caso è al centro del dibattito sulla legge di amnistia approvata in Spagna.

Cosa prevede la legge di amnistia per gli indipendentisti catalani

La legge di amnistia è stata approvata dal Congresso il 30 maggio 2024 nell'ambito dell'accordo politico raggiunto tra il governo di Pedro Sánchez e i partiti indipendentisti catalani Junts ed ERC. Il sostegno delle due forze era infatti determinante per consentire a Sánchez di ottenere la maggioranza parlamentare dopo le elezioni che non avevano espresso una maggioranza chiara.

La legge spagnola concede l'amnistia per i reati commessi nell'ambito del movimento indipendentista catalano tra l'1 novembre 2011 e il 13 novembre 2023. Può riguardare politici, funzionari, attivisti e altri soggetti coinvolti nelle iniziative legate all'indipendenza della Catalogna. 

Il provvedimento è stato applicato ai casi di oltre 300 persone, tra cui esponenti politici, cittadini e agenti delle forze dell'ordine coinvolti in procedimenti o condannati per reati collegati al movimento indipendentista catalano commessi tra il 2011 e il 2023.

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