All’Università degli Studi Niccolò Cusano si è svolto un evento dedicato all’educazione alimentare che ha messo sotto la lente della scienza alcuni tra i più diffusi miti sul cibo e sul benessere. L’iniziativa nasce dalla volontà di Unicusano di promuovere una cultura nutrizionale fondata sulle evidenze, capace di tutelare i consumatori e di orientarli verso scelte più consapevoli e serene.
Nel corso dell’incontro, dal titolo “Vero o Falso? I miti della nutrizione sotto la lente della scienza”, medici, psicologi ed economisti hanno offerto al pubblico strumenti concreti per difendersi da mode dietetiche, marketing ingannevole e messaggi semplificati che spesso circolano sui social.
Uno dei temi centrali affrontati all’Unicusano è stato quello dell’effetto yo-yo, la perdita e ripresa continua di peso legata alle diete eccessivamente restrittive. I relatori hanno spiegato come questi regimi alimentari, presentati talvolta come soluzioni rapide e “definitive”, attivino in realtà meccanismi ormonali di difesa che portano l’organismo a recuperare il peso perso.
In questo contesto è stata approfondita anche la “fame emotiva”, ovvero la tendenza a cercare il cibo per gestire stress, ansia o frustrazione. Si tratta di reazioni psico-fisiche naturali, non di semplici mancanze di autocontrollo: un messaggio importante che Unicusano vuole diffondere per combattere lo stigma e favorire percorsi di benessere più realistici e sostenibili.
L’evento ha poi acceso i riflettori sul fenomeno del greenwashing alimentare, sempre più presente sugli scaffali dei supermercati. Packaging dal design “naturale”, scritte in evidenza come “senza zuccheri aggiunti”, “light” o “fit”, e richiami a stili di vita salutari possono indurre il consumatore a percepire un prodotto come sano anche quando la lista degli ingredienti racconta una storia diversa.
Gli esperti intervenuti all’Unicusano hanno sottolineato l’importanza di andare oltre l’estetica del pack e di imparare a leggere con attenzione la parte meno appariscente dell’etichetta: l’elenco degli ingredienti, riportati in ordine decrescente di quantità, e la tabella nutrizionale. Solo qui è possibile valutare davvero la qualità di ciò che portiamo in tavola.
Durante l’incontro sono stati analizzati anche alcuni luoghi comuni duri a morire.
La gestione della disbiosi intestinale. Eliminare drasticamente intere categorie di alimenti per “disintossicarsi” non è la soluzione: restringere troppo la dieta può ridurre la biodiversità del microbiota intestinale. L’approccio suggerito all’Unicusano punta invece a una bonifica e rieducazione graduale dell’intestino, guidata da professionisti.
L’incontro si inserisce in un percorso più ampio con cui l’Università Niccolò Cusano vuole rafforzare il proprio impegno sull’educazione alimentare e sulla divulgazione scientifica accessibile. L’obiettivo è trasformare la conoscenza in uno strumento di protezione quotidiana per i cittadini, aiutandoli a riconoscere le trappole delle diete “miracolose”, le promesse facili e le etichette fuorvianti.
Attraverso eventi come questo, Unicusano conferma il proprio ruolo non solo come luogo di formazione accademica, ma come punto di riferimento per chi desidera orientarsi tra informazioni contrastanti e costruire un rapporto più equilibrato con il cibo, il corpo e la propria salute.