11 Jul, 2026 - 16:35

Perché la Calabria è finita nel mezzo dello scontro tra Trump e Cuba

Perché la Calabria è finita nel mezzo dello scontro tra Trump e Cuba

Nei giorni scorsi il Washington Post, uno dei più importanti e influenti quotidiani statunitensi, ha dedicato un titolo alla Calabria.

Riprendendo un servizio di un inviato dell'Associated Press, ha titolato: "Una regione italiana sfida le pressioni degli Stati Uniti per porre fine a un programma di medici cubani".

Negli ospedale calabresi oggi lavorano circa 320 medici provenienti da Cuba in virtù di un accordo voluto nel 2023 dal governato di Forza Italia, Roberto Occhiuto, che ha anche rilanciato il servizio del quotidiano americano sui suoi profili social scrivendo:

"Il Washington Post racconta oggi una scelta che abbiamo fatto nell’interesse esclusivo dei calabresi."

Il governo americano - secondo quanto riportato da diverse fonti - avrebbe sollecitato  alcuni Paesi  rivedere gli accordi con Cuba. Washington sostiene che il programma rappresenti una significativa fonte di entrate per il governo cubano

Le pressioni della Casa Bianca che vogliono eliminare il programma, avrebbero già spinto alcuni paesi caraibici e del centroamerica a cancellare le missioni cubane.

Non la Calabria, però, che ha chiarito di non aver intenzione di interrompere la collaborazione, senza la quale molti ospedali rischierebbero gravi problemi operativi con il rischio della chiusura di molti reparti.

Quello che sembrava un accordo sanitario per colmare la carenza di medici in una delle regioni più fragili d’Italia è diventato un caso internazionale, capace di intrecciare emergenza ospedaliera, diplomazia e il lungo confronto tra Stati Uniti e Cuba.

Dalla Calabria a Washington: quando la sanità diventa geopolitica

Tutto parte da un servizio dell'inviato dell'Associated Press in Calabria e poi ripreso nei giorni scorsi dal Washington Post.

Il servizio risale ad una decina di giorni fa in cui si documenta il lavoro dei medici cubani negli ospedali calabresi per sopperire alle carenze di camici bianchi che per anni ha gravato sulla sanità regionale.

Duecento prestano servizio negli ospedali più remoti della regione e senza il loro aiuto molti reparti rischierebbero la chiusura.

L'accordo è stato siglato nel 2023, dopo l'esperienza pandemica, quando Cuba invio in aiuto degli stati Ue i suoi professionisti. Il suo modello di prevenzione basato sulla comunità è studiato dai sistemi sanitari di tutto il mondo.

La Calabria è una delle poche regioni europee ad avvalersi del loro aiuto.

Nel servizio dell'Associated Press sono riportate le dichiarazioni di alcuni medici calabresi e cubani in cui si sottolinea l'importanza della collaborazione per garantire l'assistenza sanitaria ai cittadini calabresi anche nelle zone più impervie e remote della regione. 

Occhiuto: "Ho ribadito agli Usa che i medici cubani restano"

L'articolo del Washington Post, tuttavia, non è il primo capitolo della vicenda che invece è stato scritto lo scorso febbraio, con una visita nella regione di alcuni funzionari statunitensi che, secondo quanto riportato da diverse fonti, avrebbero espresso preoccupazioni sul progetto e chiesto un riesame dell'accordo.

Risultato? I medici sono ancora in servizio presso gli ospedali locali e, secondo quanto riportato dal quotidiano "La Repubblica" oggi, sarebbero stati tutti confermati fino al 2027. 

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Ho ribadito agli Usa che intendo mantenere i medici cubani attualmente in Calabria.

Aveva scritto giovedì sui suoi canali social, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. 

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