La Commissione europea ha avviato un'indagine antidumping sulle importazioni di anatra pechinese provenienti dalla Cina, accogliendo le denunce presentate da alcuni produttori europei. L'iniziativa si inserisce nel più ampio confronto commerciale tra Bruxelles e Pechino.
La Commissione europea ha annunciato il 9 luglio 2026 di aver avviato un'indagine antidumping sull'anatra pechinese. La mossa è arrivata dopo che diversi produttori del blocco dei 27 paesi hanno presentato accuse secondo cui gli agricoltori europei sarebbero vittime di una concorrenza sleale.
La Commissione europea non ha rivelato i nomi dei produttori. Tuttavia, ha affermato che cinque aziende si sono lamentate di prezzi ingiustamente bassi che hanno danneggiato il proprio settore.
I produttori europei hanno citato il 14esimo Piano quinquennale cinese per la modernizzazione dell'agricoltura. Questo include misure di sostegno per i settori dell'allevamento e del pollame. Hanno inoltre sostenuto che politiche simili proseguiranno anche nel recente 15esimo Piano quinquennale.
L'indagine riguarda le importazioni di anatre di Pechino destinate alla produzione di carne, incluse sia le anatre intere sia i loro tagli, in qualsiasi forma di commercializzazione: freschi, refrigerati, congelati, salati, affumicati, preparati o conservati. Si tratta, inoltre, della prima volta che l’Unione europea apre un fronte antidumping contro un prodotto agricolo cinese.
L'indagine della Commissione europea sull'anatra di Pechino dovrebbe concludersi nell'arco di circa un anno. Se l'indagine confermerà le accuse, la Commissione europea potrebbe imporre dazi antidumping sui produttori cinesi al fine di proteggere il mercato europeo. L'eventuale introduzione di misure antidumping definitive sarebbe, inoltre, subordinata al consenso della maggioranza degli stati membri.
Sebbene il mercato della carne d'anatra rappresenti una quota limitata degli scambi commerciali complessivi tra Unione europea e Cina, il settore ha un valore non trascurabile. Nel 2025 il mercato europeo della carne d'anatra è stato stimato in circa 800 milioni di euro, di cui circa 199 milioni, pari a un quarto del totale, riconducibili alle importazioni dalla Cina. Oltre alla rilevanza economica, si tratta di un prodotto iconico della tradizione gastronomica cinese e dal forte valore simbolico, motivo per cui l'indagine assume anche una dimensione politica nelle relazioni tra Bruxelles e Pechino.
Secondo l’ex negoziatore commerciale senior dell’Ue per l’agricoltura, John Clarke, colpire un simbolo gastronomico e commerciale così rilevante per la Cina potrebbe irritare Pechino e innescare una reazione dura.
L'indagine antidumping è stata avviata inoltre in un momento in cui il blocco dei 27 paesi vuole tutelare le imprese europee dalla concorrenza dei prodotti cinesi a basso costo, mentre queste misure scatenano l'ira di Pechino, che vuole mantenere il libero accesso ad un mercato fondamentale per le sue esportazioni.
Alla fine del mese di giugno, il commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, e il ministro cinese del Commercio, Wang Wentao, hanno avviato a Bruxelles un dialogo per cercare di rendere più equi i rapporti commerciali tra Unione europea e Cina e affrontare le principali questioni che creano squilibri negli scambi tra le due economie.
Nel 2024, l'UE ha introdotto dazi sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi, una decisione che ha contribuito ad alimentare le tensioni commerciali con Pechino. In risposta, la Cina ha adottato misure nei confronti di alcuni prodotti europei, tra cui il brandy, la carne di maiale e i prodotti lattiero-caseari. La vicenda dell'anatra pechinese si inserisce quindi in un quadro più ampio di contrapposizione commerciale.
La decisione della Commissione europea potrebbe avere ripercussioni non solo sul mercato della carne d'anatra ma anche sull'evoluzione dei rapporti commerciali tra Unione europea e Cina, già caratterizzati da crescenti tensioni su diversi fronti economici.