10 Jul, 2026 - 16:30

Facebook e Instagram, l'Ue contro Meta: perché il design dei social è accusato di creare dipendenza

Facebook e Instagram, l'Ue contro Meta: perché il design dei social è accusato di creare dipendenza

La Commissione europea torna a puntare i riflettori su Meta, in particolare sul funzionamento di Facebook e Instagram. Secondo le conclusioni preliminari di un'indagine avviata nel maggio 2024, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg avrebbe violato il Digital Services Act (DSA) adottando un design delle piattaforme ritenuto in grado di favorire un utilizzo compulsivo dei social network. Al centro delle contestazioni, alcune delle funzionalità più diffuse e utilizzate dagli utenti, come lo scroll infinito, la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati.

Cosa contesta la Commissione europea a Meta

Le conclusioni pubblicate finora dalla Commissione europea sono preliminari. Meta potrà quindi esaminare gli elementi raccolti e presentare la propria difesa prima del termine del procedimento previsto dal Digital Services Act. Ma quali sono nel dettaglio le contestazioni?

Secondo Bruxelles, il gruppo non avrebbe valutato in modo adeguato i rischi derivanti dal design di Facebook e Instagram, che, attraverso alcune delle loro funzionalità, incentiverebbero una permanenza prolungata sulle piattaforme, con possibili effetti sul benessere fisico e mentale degli utenti.

Nel documento vengono citati, ad esempio, lo scroll infinito, che consente di visualizzare continuamente nuovi contenuti; la riproduzione automatica dei video, che elimina la necessità di un'azione da parte di chi guarda per passare al contenuto successivo; le notifiche push e i sistemi di raccomandazione.

Le modifiche richieste sui social da Bruxelles

Nelle conclusioni, la Commissione UE indica una serie di interventi che Meta dovrebbe adottare per rendere le piattaforme più sicure, soprattutto per i minori e gli utenti più vulnerabili. 

Tra le richieste avanzate, la disattivazione, come impostazione predefinita, delle funzionalità considerate in grado di favorire un utilizzo compulsivo delle piattaforme. Viene inoltre proposta l'introduzione di strumenti più efficaci per la gestione del tempo trascorso sui social. 

Ma anche una revisione dei sistemi di raccomandazione, affinché risultino meno orientati a massimizzare il coinvolgimento degli utenti. Bruxelles approfondisce poi il cosiddetto effetto "rabbit hole", ossia il rischio che gli algoritmi possano indirizzare soprattutto gli utenti più giovani verso sequenze di contenuti potenzialmente dannosi o problematici.

Ulteriore filone riguarda la verifica dell'età. Sempre secondo la Commissione, Meta non impedirebbe in modo adeguato l'accesso a Facebook e Instagram ai minori di 13 anni. Circostanza che potrebbe configurare una violazione sia della normativa europea che delle stesse condizioni di utilizzo delle piattaforme. 

La replica dell'azienda e il rischio di sanzione

La risposta di Meta non si è fatta attendere. In una nota, un portavoce del gruppo ha dichiarato:

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Non concordiamo con questi risultati preliminari che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti. 

Meta ricorda di aver sviluppato "più di 50 strumenti e politiche pensati per proteggere" i giovani utenti e per rendere le loro "esperienze sicure e adeguate all'età". Tra quelli citati,

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gli account per teenager, che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo consentendo di bloccare l'accesso a Instagram di notte e limitare il tempo di uso giornaliero a soli 15 minuti.

La società ha ribadito la propria disponibilità a collaborare, mentre il procedimento proseguirà fino alla decisione finale della Commissione europea, che stabilirà se confermare o meno le contestazioni avanzate.

Qualora la violazione del Digital Services Act venisse accertata, Meta rischierebbe una sanzione fino al 6% del fatturato annuo mondiale. Considerando i ricavi, che superano la soglia dei 200 miliardi di dollari, l'ammenda potrebbe teoricamente superare i 12 miliardi. 

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