10 Jul, 2026 - 12:40

Perché si parla del dito medio della moglie di Vannacci: a chi l'ha rivolto, per quale motivo (e chi l'ha fatto prima di lei)

Perché si parla del dito medio della moglie di Vannacci: a chi l'ha rivolto, per quale motivo (e chi l'ha fatto prima di lei)

La storia della nostra Repubblica, anzi, ad onor del vero, della nostra Seconda Repubblica, è piena di gestacci.

Il dito medio che sabato scorso, a Viareggio, Camelia Mihailescu in Vannacci ha mostrato a degli avventori (anzi, a suo dire, a delle avventrici) di un bar del lungomare dove si suonava Bella Ciao, quindi, non fa altro che arricchire la lista dei precedenti.

E tuttavia: di quel gesto, dopo averlo visto e rivisto nei video che si moltiplicano sui social, si continua a parlare e straparlare. Zoommandolo, sottoponendolo al Var della coscienza dei follower, ora mettendogli un bel like, ora un emoji che dimostra disprezzo.

Del resto, proprio come Bella Ciao, il dito medio, o lo si ama o lo si odia.

Una cosa è certa: ha fatto irruzione (anche) nel dibattito politico italiano dell'estate 2026.

Il dito medio della moglie di Vannacci 

Ma come è nato il caso del dito medio di Camelia Mihailescu in Vannacci?

Rompendo la regola di riservatezza che si è imposta da quando suo marito è diventato "Il" Generale e non volendo passare per una maleducata, l'altro giorno, l'ha spiegato lei stessa al Giornale.

E insomma: Camelia Mihailescu in Vannacci non è il tipo di donna che si fa saltare la mosca al naso.

Come le ha insegnato la mamma: a brigante, brigante e mezzo. 

Due signore al bar hanno preso a cantare Bella Ciao mostrando a lei e al marito il dito medio? In  più: dicendole "Romena, remigra!"?

Lei e il marito hanno risposto con dito medio e, stando ad alcuni analisti di video social, con un mezzo braccio destro alzato alla maniera fascista di lui.

Questo è il video di Viareggio Antifascista, l'account che ha fatto scatenare il caso. Chi ha occhi per vedere, ne tragga un giudizio.

E comunque: nei giorni successivi al fattaccio (e al gestaccio), si è saputo che la band che ha dedicato provocatoriamente Bella Ciao a Vannacci e consorte si chiama "il Complesso d’Inferiorità".

Chissà: forse, anche questo può aiutare a capire.

I precedenti dei diti medi nella storia della Repubblica

In ogni caso: se la Seconda Repubblica è fondata su un gesto, questo è proprio il dito medio.

Al principio, fu Umberto Bossi. Il fondatore della Lega sdoganò già negli anni Novanta il gestaccio. Ma quello che rimane più vivido nella memoria collettiva, lo fece a Padova nel 2008, in occasione di un congresso del Carroccio durante il quale, delineando la nuova linea politica che doveva seguire il partito, gli capitò di citare l'inno di Mameli e i leader degli altri partiti col medio alzato:

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Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che 'l'Italia è schiava di Roma...', Toh! dico io. Toh! 

E comunque: ottenne un effetto così dirompente, quel gesto, che dopo qualche giorno fu ripreso da Ryanair in una campagna promozionale contro Alitalia.

Col senno del poi, Mrs Vannacci ha preso molto dell'esperienza leghista del marito, evidentemente. Perché, a ben vedere, di diti medi è piena soprattutto la storia del Carroccio.

Nel luglio 2011 - chissà perché queste cose capitano sempre quando fa un gran caldo - mostrò il dito anche Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa.

In compagnia di Bossi, giocava in casa: a Besozzo, Varese. Profondo Nord. I due pensarono bene di incorniciare col gesto l'annuncio che - finalmente - alcuni ministeri si trasferivano a Monza:

virgolette
''Il 23 luglio, alle ore 11:30, aprono i ministeri: il mio, quello di Bossi e quello di Tremonti, a Monza. Alla faccia di chi non li voleva! Non c'è Roma che tenga!''

La storia si è incaricata di relegare il tutto nella casella delle frivolezze. Ma intanto.

 

Se i Vannacci hanno ereditato qualcosa dalla Lega, è il mitico dito medio. Anche perché, ça va sans dire, il dito medio l'ha mostrato pure Matteo Salvini. Per i più futili motivi, poi. Come quella volta, nel 2012, mentre parlava del suo Milan con alcuni giornalisti.

Ma tant'è: negli anni, un dito medio quasi nessuno se l'è negato.

Il "Celeste", ad esempio: Roberto Formigoni, l'ex Governatore della Lombardia, ve lo ricordate?

Nella notte fatale del 12 novembre 2011, lo mostrò alla folla che lo contestava nei pressi di Palazzo Grazioli, proprio nei concitati minuti in cui Silvio Berlusconi si stava recando al Quirinale per rassegnare a Napolitano le dimissioni da presidente del Consiglio. Era la notte della caduta dell'impero.

E comunque: due anni dopo, nel 2013, nei giorni dell'elezione del Presidente della Repubblica, mentre il popolo grillino, allora appena eletto, intonava in coro oltre che "Onestà, onestà!" anche "Ro-do-tà! Ro-do-tà!", il dito lo fece Maurizio Gasparri. In effetti, al Colle, fu eletto Sergio Mattarella.

Ma che non si dica che il dito medio sia prerogativa del centrodestra: nel maggio 2014, Piero Fassino, allora sindaco di Torino, lo rivolse ad alcuni tifosi del Toro che lo stavano contestando durante la commemorazione della tragedia di Superga. Inizialmente negò, ma spuntò fuori un video che lo costrinse ad ammettere il gesto. A quel punto, lo giustificò come una reazione a insulti personali e familiari. Ma, col senno del poi, fu un brutto presagio.

Tornando a tempi più recenti, però: in parlamento, in occasione dell'approvazione del primo provvedimento-bandiera del Governo Meloni, il Decreto Rave, nel dicembre 2022, scoppiò una rissa a colpi di diti medi. Furono mostrati anche dall'opposizione. Per carità: non prima di aver sventolato la mitica Costituzione.

E allora: Camelia Mihailescu in Vannacci, benvenuta nel club.

 

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