Domenica 5 luglio era stato arrestato dopo aver accoltellato il compagno della figlia durante una lite familiare scoppiata in un'abitazione di via Siena, nel quartiere Soccorso di Prato. Dopo l'aggressione, il 68enne si era barricato in casa, minacciando di lanciarsi dal balcone. Ora la nuova accusa: secondo la Procura, l'uomo potrebbe aver tentato di avvelenare la moglie malata.
Secondo quanto ricostruito finora, nella mattinata di domenica 5 luglio il 68enne aveva colpito il compagno della figlia con un coltello a serramanico, ferendolo al lato destro del collo, durante una lite familiare scoppiata in casa.
Solo l'intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco aveva permesso di sventare il peggio. I militari avevano poi convinto l'uomo - barricatosi in casa - ad aprire la porta; lo avevano disarmato e bloccato.
Il giovane era stato intanto soccorso e trasportato in ospedale. I sanitari avevano indicato una prognosi di trenta giorni, poi successivamente dichiarata riservata, anche se - avevano fatto sapere - la ferita non avrebbe interessato organi vitali.
Gli accertamenti seguiti all'arresto hanno portato la Procura di Prato a ipotizzare che il 68enne abbia anche tentato di avvelenare la moglie malata, nel cui sangue sarebbero state trovate tracce di sostanze anticoagulanti compatibili con quelle presenti nei topicidi.
Da chiarire ancora tempi e modalità della presunta somministrazione, come le conseguenze sulle condizioni di salute della donna. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto per il 68enne, già accusato di tentato omicidio, la custodia cautelare del carcere.
Secondo il procuratore Luca Tescaroli, le condotte che gli vengono contestate sarebbero maturate
Le indagini proseguono per ricostruire l'intera vicenda e verificare gli elementi raccolti.