08 Jul, 2026 - 15:33

Dirigente medico accoltellato a Palermo, fermato l'aggressore: aveva chiesto una carrozzina per un familiare

Dirigente medico accoltellato a Palermo, fermato l'aggressore: aveva chiesto una carrozzina per un familiare

Un dirigente medico in servizio presso il centro Asp di via Arcoleo a Palermo, Francesco Paolo Sutera, è stato accoltellato nella mattinata di oggi, 8 luglio 2026.

L'aggressore, un 53enne, era arrivato negli uffici dell'Azienda sanitaria provinciale per chiedere una carrozzina elettrica per un familiare. La situazione è però degenerata dopo il diniego per motivi burocratici.

Dirigente medico accoltellato a Palermo: la ricostruzione

Secondo una prima ricostruzione, il dirigente medico che si occupa della fornitura dei presidi sanitari avrebbe fatto notare all'aggressore la mancanza di un documento necessario per completare la pratica.

A quel punto l'uomo avrebbe reagito con violenza: lo avrebbe inizialmente insultato e minacciato, per poi estrarre un coltello e colpirlo al volto e a una spalla. Ha quindi iniziato a inseguire il medico nei locali Presidio territoriale di assistenza (Pta), prima di essere bloccato da una guardia giurata e dalla Polizia intervenuta sul posto.

La vittima non ha fortunatamente riportato ferite profonde: è stata trasportata al pronto soccorso del Policlinico.

L'Ordine dei medici: "Serve Daspo sanitario"

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Basta parole di circostanza. Serve il Daspo sanitario. Chi aggredisce chi cura deve essere subito allontanato dai luoghi di assistenza e non deve poter tornare liberamente negli ambulatori e negli ospedali, salvo emergenze indifferibili e solo attraverso percorsi protetti e presidiati dalle forze dell’ordine. Il diritto alle cure resta inviolabile, ma nessuno può trasformarlo in un alibi per esercitare violenza. Chi colpisce chi cura rompe il patto civile che rende possibile quel diritto.

Sono queste le parole del presidente dell'Omceo di Palermo, Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale Fnomceo. Insieme ai consiglieri ha espresso "profonda vicinanza all’amico e collega", manifestando "grande preoccupazione per la gravità dell'accaduto".

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