E se il 2027 fosse l'anno della discesa in campo di Giuseppe Cruciani?
Mai dire mai quando si tratta del giornalista nato a Roma 59 anni fa e da vent'anni alla conduzione di uno dei programmi radiofonici più seguiti: "La Zanzara".
Con lui, i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo.
E poi: una volta a un'iniziativa di Salvini, un'altra a un'iniziativa di Vannacci, non è lui uno dei "sacerdoti" più dissacranti della politica italiana e che quindi si sposa benissimo con lo spirito del tempo?
La parte del destrorso gli calza a pennello. E lui, ora, ci sguazza a tal punto da mandare in libreria "Libertà". Sottotitolo: "L'alfabeto del politicamente scorretto".
E insomma: il 2027, oltre che l'anno delle elezioni politiche, sarà anche quello delle amministrative nelle maggiori città italiane, Milano compresa, la città d'adozione di Cruciani: candidatura ci cova?
Il sospetto che Giuseppe Cruciani stia preparando la sua discesa in campo è stato rafforzato, oltre che dal libro che ha dato alle stampe, anche dall'intervista che ha concesso al Corriere della Sera questa mattina nella quale, tra l'altro, ha bacchettato il centrodestra incapace a Milano di individuare un candidato sindaco unitario e ha confessato che sì, più che diventare parlamentare, gli piacerebbe fare proprio il primo cittadino del capoluogo lombardo.
Insomma: Cruciani fa sul serio. E ha trovato già chi gli crede: Matteo Salvini.
Già, proprio lui: il leader della Lega che giorno dopo giorno sta vedendo Vannacci soffiargli sotto al naso voti, preferenze e personale politico che erano del suo partito.
Il centrodestra, quindi, ha scovato finalmente il coniglio dal cilindro?
Per ora, ha saputo alimentare solo una giostra di nomi pressoché infinita lanciando ora Maurizio Lupi, ora Carlo Cottarelli; ora Silvia Sardone, ora Antonio Di Pietro; ora Pietro Tatarella, ora Antonio Civita.
Come dire: grande la confusione del centrodestra sotto la Madunina. Tant'è che Cruciani ha potuto bacchettarlo così:
Non a caso Cruciani ha citato Roberto Vannacci: inutile girarci attorno, sembra il leader politico che lo convince di più. Sui temi, sui vari dossier, naturalmente.
Prima di tutto sulla sicurezza:
Ma, a tal proposito, anche Meloni non ha convinto al 100%:
E sul femminicidio?
Anche su questo tema Cruciani ha sottoscritto quanto detto da Vannacci: ritiene che sia il frutto dell'ipocrisia di "battaglie ridicole, come sulle quote rosa, che abolirei".
In particolare, sul femminicidio, la convinzione di Cruciani è la seguente:
Per Cruciani versione analista, la politica, in ogni caso, è il regno dell'ipocrisia:
E tuttavia: il conduttore della Zanzara ha avuto anche un pensiero per Elly Schlein e il Campo largo:
Non certo Milano.