Vi ricordate l’iconica scena della serie Gomorra, ispirata al romanzo omonimo di Saviano, dove Pietro Savastano (Fortunato Cerlino), dopo aver urinato in un flûte da champagne, lo porge a Ciro di Marzio (Marco D’Amore) dicendogli: “Bevi. Tutto. Famme capì se me pozz' fida' e te”? Ecco, forse, quella scena in particolare ha consacrato Fortunato Cerlino al ruolo di spietato e sadico boss della Camorra.
Ma la carriera di un attore così preparato, con trent’anni di esperienza alle spalle, può essere ridotta davvero soltanto a questo? No, e difatti nel 2016 Cerlino lascia Gomorra e riprendere a navigare al largo dell’immenso mare della recitazione. Nel 2018, poi, la pubblicazione del suo romanzo d’esordio Se vuoi vivere felice. L’opera, fortemente autobiografica, racconta l’infanzia del protagonista nel contesto degli anni ’80, in una delle zone più povere di Napoli.
Subito dopo il terremoto dell’Irpinia, nel già difficile quartiere partenopeo Pianura, c’è un bambino di dieci anni che sta crescendo in una famiglia oppressa dalla fame. Terzo di quattro figli, Fortunato vive coi fratelli, il papà, la mamma e la nonna materna, ormai vedova, in un appartamento modesto e piccino. Dotato di spiccata fantasia, gli occhi del piccolo Fortunato (di nome, ma non di fatto) fungono per lui come una sorta di proiettore. Il triste panorama che lo circonda, tra la miseria, i suoi coetanei che abbandonano gli studi per entrare a far parte del sistema camorristico e lo sfruttamento del lavoro minorile, nella sua mente viene trasformato in uno scenario quasi teatrale, come se fosse una fiaba.
E così si ritrova ogni giorno a sognare per ore intere di diventare qualcuno; forse un cantante, forse un attore, forse un astronauta, proprio negli anni in cui sui banchi di scuola si studia il celebre primo sbarco sulla luna, avvenuto nel 1969. Col sostegno della maestra Giulia, che crede fortemente nelle capacità dei suoi allievi, e in particolare in quelle di Fortunato, il protagonista dovrà trovare il coraggio di abbandonare Pianura per riscrivere un destino migliore.
La struttura narrativa del libro è caratterizzata da un’alternanza tra il realismo crudo e una realtà visionaria, trasognata. Leggendo le pagine di Se vuoi vivere felice si ha l’impressione di venire catapultati all’interno dell’inconscio dello scrittore, per poi essere quasi strangolati dalle sue viscere pulsanti. Il suo stile letterario sembra essere votato a una sentita emotività sfrenata. Il messaggio più chiaro che traspare è che la fantasia, spesso, è l’unico mezzo di salvezza nella disperazione.
Da questo soggetto Fortunato Cerlino, incoraggiato dalla sua agente, ha poi deciso di trarne la trama del suo lungometraggio d’esordio, dedicato alla maestra d’infanzia Giulia. Il film, intitolato Avemmaria, rielabora la storia cambiando qualche dettaglio, nella chiara intenzione di non farne una trasposizione cinematografica fedele al romanzo. Il protagonista qui si chiama Felice, interpretato dal giovane Mario Di Leva da bambino e da Salvatore Esposito da adulto. Ormai legati da un rapporto personale d’affetto al di fuori del set, con quest’ultimo Cerlino ha già collaborato fianco a fianco in Gomorra: Esposito interpretava Gennaro Savastano, l’unico figlio del boss Pietro Savastano. L’impressione che ho avuto, assistendo alla presentazione del film, è che Cerlino mantenga quasi un’istintiva visione paterna nei riguardi di Esposito, che in questo caso ha però scelto per interpretare se stesso da giovane adulto.
La bravura di Fortunato Cerlino alla regia la si evince nella sottile ricostruzione degli aspetti tipici più pittoreschi e tragicomici dei campani senza farsene burla, riuscendo a strappare qualche sorriso dinnanzi a una pellicola sfrenatamente triste. Inoltre, nel suo mostrare allo spettatore anche i comportamenti peggiori degli adulti e dei ragazzi, non sembra esserci una retorica giudicante. Piuttosto, risulta come uno spaccato realista di vita vissuta, con degli intervalli in cui la coscienza di Felice si perde nella sua stessa fantasia per sopravvivere.
Mi tocca sottolineare la particolare bravura dell’attrice Marianna Fontana, che qui veste i panni della mamma Antonietta. Avemmaria è stato presentato in anteprima al 43° Torino Film Festival, nella sezione Zibaldone, ed è stato distribuito nelle sale italiane a partire dal 25 giugno 2026.