“Ribadisco pubblicamente di essere disponibile ad essere interrogato in qualunque momento”.
Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e presidente della Provincia, interviene sull'inchiesta della Procura ternana che lo vede coinvolto - insieme ad altri - in un'indagine per presunte irregolarità nell'assegnazione di lavori pubblici a Terni e Orvieto.
In un comunicato diffuso nelle ultime ore, dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, il patron dell'Università degli Studi “Niccolò Cusano” ha respinto tutte le accuse e ha parlato di un’inchiesta fondata su una ricostruzione dei fatti che considera "inverosimile".
Bandecchi sostiene che l'intera vicenda sia stata amplificata e condizionata da una "campagna mediatica ostile", che di fatto si sarebbe trasformata in una gogna pubblica volta a screditarlo.
Il sindaco di Terni rivendica, inoltre, la piena correttezza e trasparenza del proprio operato.
Stefano Bandecchi respinge in toto la ricostruzione e le accuse degli inquirenti ternani, sottolineando la correttezza del suo operato e ribadendo di aver sempre agito con trasparenza e nell'interesse dei cittadini.
Il primo cittadino sostiene che la vicenda sia stata amplificata fin dall’inizio e denuncia di essere stato oggetto di una “campagna mediatica del tutto pretestuosa”, nonchè di essere finito in una “macchina del fango” costruita per screditarlo.
Una macchina del fango che, secondo Bandecchi, avrebbe violato il principio della presunzione di innocenza, con conseguenze “indelebili” per la sua reputazione.
Nel lungo comunicato diffuso in queste ore, infine, ribadisce la sua volontà di collaborare con i magistrati e la sua disponibilità ad essere ascoltato quanto prima sulle vicende oggetto dell'inchiesta.
Entrando nel merito dell'inchiesta, Stefano Bandecchi contesta ai magistrati l'impianto accusatorio che – a suo avviso – sarebbe basato su “forzature logiche e giuridiche” e su una ricostruzione tale da confondere i fatti, unificando soggetti e contesti differenti.
Il sindaco di Terni, infine, ha fatto sapere di aver dato mandato ai suoi legali di verificare la legittimità degli atti della Procura, riservandosi eventuali azioni a sua tutela nelle sedi competenti.
Al centro dell'inchiesta c'è l'affidamento dei lavori pubblici per la messa in sicurezza di una strada nell'Orvietano. Gli investigatori ipotizzano che la gara possa essere stata condizionata nella scelta dell’impresa, con accordi tra soggetti pubblici e privati, finalizzati a orientare l’assegnazione dei lavori.
Per questo, le ipotesi di reato contestate a vario titolo agli indagati sono di corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
Al momento, l’inchiesta si trova ancora nella fase preliminare delle indagini come precisato dalla stessa procura di Terni.