03 Jul, 2026 - 15:20

Inchiesta Terni, Bandecchi: “Macchina del fango per screditarmi. Pronto a farmi interrogare”

 Inchiesta Terni, Bandecchi: “Macchina del fango per screditarmi. Pronto a farmi interrogare”

“Ribadisco pubblicamente di essere disponibile ad essere interrogato in qualunque momento”. 

Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e presidente della Provincia, interviene sull'inchiesta della Procura ternana che lo vede coinvolto - insieme ad altri - in un'indagine per presunte irregolarità nell'assegnazione di lavori pubblici a Terni e Orvieto.  

In un comunicato diffuso nelle ultime ore, dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, il patron dell'Università degli Studi “Niccolò Cusano” ha respinto tutte le accuse e ha parlato di un’inchiesta fondata su una ricostruzione dei fatti che considera "inverosimile".

Bandecchi sostiene che l'intera vicenda sia stata amplificata e condizionata da una "campagna mediatica ostile", che di fatto si sarebbe trasformata in una gogna pubblica volta a screditarlo.

Il sindaco di Terni rivendica, inoltre, la piena correttezza e trasparenza del proprio operato.

Inchiesta Terni, Bandecchi: “Macchina del fango per screditarmi”

Stefano Bandecchi respinge in toto la ricostruzione e le accuse degli inquirenti ternani, sottolineando la correttezza del suo operato e ribadendo di aver sempre agito con trasparenza e nell'interesse dei cittadini. 

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“Come Sindaco e Presidente della Provincia di Terni ho sempre operato con la massima trasparenza e nel solo ed esclusivo interesse della Comunità locale e dei cittadini”.

Il primo cittadino sostiene che la vicenda sia stata amplificata fin dall’inizio e denuncia di essere stato oggetto di una “campagna mediatica del tutto pretestuosa”, nonchè di essere finito in una “macchina del fango” costruita per screditarlo. 

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“Sono molto sorpreso nel constatare come l’ipotesi investigativa segua una campagna mediatica del tutto pretestuosa, promossa da giornalisti in evidente conflitto con il Sindaco di Terni. Una campagna volta a screditarmi attraverso la macchina del fango.”

Una macchina del fango che, secondo Bandecchi, avrebbe violato il principio della presunzione di innocenza, con conseguenze “indelebili” per la sua reputazione.

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“Chi esercita un potere così pervasivo, come quello in capo alla magistratura penale, dovrebbe sempre considerare le conseguenze delle proprie iniziative. Conseguenze indelebili, marchi infamanti che sono devastanti sul piano della reputazione politica, imprenditoriale e personale. Ed io oggi ho il dovere di chiedere rispetto per me e per le istituzioni che rappresento.”

Nel lungo comunicato diffuso in queste ore, infine, ribadisce la sua volontà di collaborare con i magistrati e la sua disponibilità ad essere ascoltato quanto prima sulle vicende oggetto dell'inchiesta. 

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“Ribadisco pubblicamente di essere disponibile ad essere interrogato in qualunque momento.” 

Appalti, il sindaco: “Forzature logiche e giuridiche. Ipotesi inverosimile”

Entrando nel merito dell'inchiesta, Stefano Bandecchi contesta ai magistrati l'impianto accusatorio che – a suo avviso – sarebbe basato su “forzature logiche e giuridiche” e su una ricostruzione tale da confondere i fatti, unificando soggetti e contesti differenti.

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“Una campagna mediatica a me ostile ha portato ad una contestazione investigativa che si basa su una forzatura logica e giuridica che, pur di coltivare una ipotesi inverosimile, ha confuso i fatti, unificato soggetti giuridici, formulato congetture su intese che, non solo non esistono, ma non sono mai state nemmeno ventilate.”

Il sindaco di Terni, infine, ha fatto sapere di aver dato mandato ai suoi legali di verificare la legittimità degli atti della Procura, riservandosi eventuali azioni a sua tutela nelle sedi competenti. 

Da dove nasce l'inchiesta sugli appalti della Procura di Terni 

Al centro dell'inchiesta c'è l'affidamento dei lavori pubblici per la messa in sicurezza di una strada nell'Orvietano. Gli investigatori ipotizzano che la gara possa essere stata condizionata nella scelta dell’impresa, con accordi tra soggetti pubblici e privati, finalizzati a orientare l’assegnazione dei lavori. 

Per questo, le ipotesi di reato contestate a vario titolo agli indagati sono di corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Al momento, l’inchiesta si trova ancora nella fase preliminare delle indagini come precisato dalla stessa procura di Terni.  

 

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