Sembra una riproposizione di "Caccia al ladro", il film del 1955 di Hitchcock ambientato in Costa Azzurra: la donna che si ritiene responsabile dell'attentato esplosivo avvenuto a Monaco nel quale sono rimasti gravemente feriti l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, la compagna Anna Nasobina e il loro figlio tredicenne, sarebbe fuggita in Italia e poi in Svizzera.
La sua fuga è stata ricostruita dagli inquirenti monegaschi e francesi, così come riportato da Le Parisien.
Ma chi è la donna sospettata dell'attentato monegasco? Secondo gli inquirenti, si tratta di Anastasiia Berezovska, 39 anni, cittadina ucraina residente in Germania.
Nei suoi confronti l'Interpol ha spiccato un mandato di ricerca internazionale.
Secondo le autorità, Berezovska avrebbe lasciato Monaco dopo l’attentato e raggiunto a piedi la cittadina francese di Beausoleil, al confine con il Principato.
Lì, sempre secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe recuperato un’auto immatricolata in Germania e ha attraversato il confine italiano di Ventimiglia lo stesso giorno dell’esplosione.
Fatto sta che nel nostro Paese, Berezovska è rimasta ben poco: si è subito diretta verso la Svizzera.
Tutto questo percorso è stato ricostruito grazie a numerose registrazioni di telecamere di sorveglianza, sia pubbliche che private.
Le prime indagini attribuiscono all’attentatrice l’uso di un telecomando per far esplodere l’ordigno posizionato nei pressi dell’abitazione della vittima.
Il vice procuratore generale del Principato ha dichiarato che l’ordigno sarebbe stato lasciato sulla scalinata d’ingresso dell’edificio dentro una borsa della spesa, mentre la sospettata attendeva seduta su una panchina in Place des Moulins, controllando la presenza delle vittime prima di attivare il congegno.
Le autorità descrivono Berezovska come una persona nota per i suoi presunti legami con la criminalità organizzata.
Una scheda diffusa dall’Interpol fornisce dettagli identificativi: capelli castani e un tatuaggio sul braccio destro, forse raffigurante un serpente, che si estende dalla spalla al gomito.
La donna, residente a Francoforte, non risulterebbe al momento presente nel suo domicilio, motivo per cui è stato emesso un mandato di ricerca in codice rosso per il suo arresto e la sua estradizione.
Le indagini suggeriscono inoltre che la sospettata non avrebbe agito da sola.
Il vice procuratore ha riferito che i fatti "sembrano indicare" la presenza di complici.
Per questo, due uomini sono stati arrestati e posti in custodia cautelare a Monaco.
Berezovska avrebbe effettuato diversi sopralluoghi nei giorni precedenti l’esplosione: in particolare, il 26 e il 27 giugno sarebbe apparsa travestita da uomo, con un ulteriore sopralluogo il 28 giugno.
Ora, in ogni caso, la "caccia" è aperta: le polizie di Monaco, Francia e Germania, supportate dall’Interpol, hanno la foto di Berezovska per assicurarla al più presto alla giustizia: bisogna chiarire dinamiche, mandanti e movente dell’attentato.