Ci sono due paesi nel comune di Bagno a Ripoli provincia di Firenze che si fanno la “guerra” da sempre. Anche nello sport. E’ di questi giorni la battaglia tra Grassina e Antella per l’utilizzo condiviso di un campo sportivo in cambio di un sostegno economico per l’iscrizione di una delle due squadre al campionato di serie D.
Francesco Matteini, in passato caporedattore della Nazione, ha dedicato più di un articolo su QuiAntella.it, alla storica rivalità. Viene contestato l’accordo tra i patron dell’Antella99, Gregory Fancelli, e del Grassina, Tommaso Zepponi. Nella notte due grandi striscioni sono stati appesi sulle vetrine della sede dell’Antella99.“Del Grassina finanziatore, per l’Antella un disonore” si legge su un lenzuolo “firmato” con il simbolo della squadra e sotto il numero 32 (quello della linea di autobus che da sempre caratterizza la frazione in contrapposizione al 31 riservato a Grassina). Sull’ingresso della sede, invece, è stato appeso un chiaro messaggio rivolto all’italo americano Fancelli: “Go home”. I due due striscioni sono stati rimossi, ma non il malumore che continua a serpeggiare nelle tifoserie rivali.
L’accordo tra i due “nemici-amici” Fancelli e Zepponi prevede una sinergia finanziaria per l’eventuale iscrizione del Grassina in Serie D, in cambio di una collaborazione logistica per l’utilizzo condiviso dello stadio “Pazzagli” di Ponte a Niccheri. Una mossa pensata per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo a lungo termine di entrambe le realtà sportive, ma che ha inevitabilmente urtato la storica e accesissima rivalità di campanile.
Solo pochi giorni fa, le Brigate Rossoverdi (il cuore del tifo del Grassina) avevano emanato un comunicato durissimo esprimendo totale contrarietà all’idea di ospitare i “cugini” dell’Antella all’interno del proprio impianto sportivo.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco era stato l’intervento del sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti. Il primo cittadino aveva bacchettato pubblicamente i due patron per aver preso accordi sulla gestione e sulla condivisione dello stadio comunale Pazzagli durante “cene private” senza interpellare l’amministrazione, proprietaria dell’impianto, ribadendo che “non si decide degli stadi pubblici a proprio piacimento”.
Resta da capire se Fancelli e Zepponi decideranno di fare un passo indietro di fronte alla sollevazione popolare o se tenteranno di portare avanti un progetto che, per ora, sembra aver scontentato tutti, conclude Matteini.