25 May, 2026 - 08:00

Le nostre carceri sono al collasso, ma questo non è un incidente: è il risultato di precise scelte politiche degli ultimi anni

Le nostre carceri sono al collasso, ma questo non è un incidente: è il risultato di precise scelte politiche degli ultimi anni

L’ultimo rapporto della associazione Antigone ci ha mostrato dati spaventosi. 168 penitenziari su 190 sono sovraffollati, e in alcuni di questi il tasso di sovraffollamento arriva addirittura oltre il 200%. E tutto ciò non è dovuto da un aumento dei reati, che sono allo stesso livello del 2018 circa, ma da scelte politiche ben precise.

Il problema del sovraffollamento in Italia c’è ormai da anni, nel 2013 l'Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per i trattamenti disumani nelle carceri. E la risposta di quel governo furono i decreti “Svuota Carceri”, che hanno depenalizzato i reati minori, aumentato lo sconto di pena per buona condotta e facilitato la detenzione domiciliare.

Questi però erano provvedimenti d’emergenza. Hanno ridotto temporaneamente il numero di detenuti per evitare le sanzioni europee, ma non hanno riformato il sistema penale né investito sul sistema di reinserimento. Finita l'efficacia dei decreti, i numeri hanno ricominciato a salire.

Poi c’è il costante fallimento di ogni progetto dei governi dal 2010 in poi per l’edilizia penitenziaria. Sono stati spesi centinaia di milioni di euro, ma i posti reali creati sono stati pochissimi.

E con l’ultimo governo la situazione è andata solo che a peggiorare, soprattutto per una scelta politica importante: rispondere ai fatti di cronaca creando nuovi reati o aumentando le pene massime di reati già esistenti. Un esempio è il decreto Caivano che ha reso più facile il carcere per i minorenni.

L’unica proposta che sono riusciti a fare è quella di stanziare fondi per creare 15mila posti entro il 2028, non solo costruendo nuovi istituti, ma installando moduli prefabbricati all'interno delle mura delle carceri esistenti. Ma subito sono arrivate le critiche delle associazioni e i sindacati di Polizia Penitenziaria fanno notare che aggiungere prefabbricati nei cortili delle carceri attuali aumenta i posti letto ma non aumenta gli spazi comuni, né il numero di agenti, medici ed educatori, peggiorando la qualità della vita e della sicurezza interna. Sembra insomma un’altro progetto destinato a fallire. 

Questo è un problema da non sottovalutare dato che incide ovviamente anche nei suicidi, che nel 2025 sono stati 82, ma anche su atti violenti e di autolesionismo, 1 su 5 detenuti compie autolesionismo sul proprio corpo. Ma soprattutto incide negativamente sul fenomeno dei detenuti recidivi. 6 detenuti su 10 quando escono continuano a commettere reati. E questo dovrebbe essere un sistema che rieduca il detenuto? 

Voltaire disse: "il grado di civiltà di un Paese si misura dalle sue carceri”, quindi ora traete voi le vostre conclusioni.

 

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