Svolta nel caso di Elisa Claps, la 16enne scomparsa nel 1993 i cui resti furono ritrovati 17 anni dopo, nel 2010, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza.
Il fratello Gildo Claps ha infatti rivelato, in diretta a Chi l'ha visto? nella puntata del 1° luglio, che le indagini sono state riaperte dalla Procura. L'obiettivo è arrivare a eventuali complici di Danilo Restivo, condannato a 30 anni per il delitto, ora in carcere nel Regno Unito, dove si era trasferito nel frattempo e reso protagonista di un altro omicidio.
ha dichiarato Gildo Claps che, insieme ai suoi familiari, ha sempre combattuto per arrivare alla verità sull'improvvisa sparizione di sua sorella Elisa. Nel 2002 ha fondato l'associazione Penelope, proprio pensando alle famiglie delle persone scomparse.
Un'iniziativa che ha lasciato positivamente sorpresa la famiglia Claps, soprattutto per la "caparbietà e la determinazione" della Procura di Potenza nel riaprire l'indagine dopo 30 anni.
Gildo Claps, intervenuto in trasmissione insieme alla madre Filomena, ha poi spiegato che, da diversi mesi ormai, sono in corso degli accertamenti tecnici. Ma non solo: "Si stanno considerando tutta una serie di dichiarazioni che sono state rilasciate, anche pubblicamente, all'alba del ritrovamento e nei mesi successivi", ha spiegato.
La famiglia, come tutta la città, attende ancora la verità completa sulla vicenda, che è mancata. "Alcuni reati sono prescritti, altri non sono soggetti a prescrizione, ma l'importante è che qualcuno voglia riscrivere la verità giudiziaria. Quella storica la conosciamo", ha sottolineato il fratello della vittima.
Elisa scompare il 12 settembre 1993: era uscita per andare a Messa e avrebbe dovuto incontrare anche un giovane che da qualche tempo si era invaghito di lei, Danilo Restivo, all'epoca 21enne. In seguito sarebbe stato lui stesso a dichiarare di aver incontrato la ragazza in chiesa, ma di averla vista poi allontanarsi. Una bugia.
Nonostante i dubbi sul suo conto, non vengono trovati indizi a suo carico: Restivo viene inizialmente indagato e, in quella fase, condannato soltanto per falsa testimonianza. La madre di Elisa ha sempre sostenuto che sua figlia non fosse mai uscita dalla chiesa della Santissima Trinità.
Il 17 marzo 2010 i resti di Elisa vengono trovati nel sottotetto della chiesa da un operaio: sul suo maglioncino c'è il DNA di Restivo, mischiato al sangue della 16enne. L'uomo, che nel frattempo si era trasferito nel Regno Unito, era stato arrestato per il brutale omicidio della vicina di casa, Heather Barnett, uccisa nel 2002 a Bournemouth.
Restivo viene condannato da una corte britannica a 40 anni per questo delitto e a 30 anni, dalla giustizia italiana, per l'omicidio di Elisa. È tuttora in carcere.
Ma gli interrogativi che restano sono diversi: qualcuno ha aiutato Restivo? È stato lui a nascondere il corpo? Davvero nessuno ha mai controllato quel sottotetto, dove nel corso degli anni sono stati effettuati vari lavori? Domande alle quali la Procura sta ora cercando di dare risposta.
+++ Elisa Claps 17 anni nella SS. Trinità: "Da due anni la Procura di Potenza ha riaperto con coraggio le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle complicità +++
— Chi l'ha visto? (@chilhavistorai3) July 1, 2026
Lo rivela in diretta a "Chi l'ha visto?" il fratello Gildo.#chilhavisto→https://t.co/gGD1ra9GoT pic.twitter.com/bcQZDvDAbY