01 Jul, 2026 - 17:25

“Le vaccinazioni sono diventate un’arma di distrazione politica”: così Bassetti in Commissione Covid

“Le vaccinazioni sono diventate un’arma di distrazione politica”: così Bassetti in Commissione Covid

“Le vaccinazioni sono diventate un’arma di distrazione politica”.

E’ una delle dichiarazioni più pesanti pronunciate dall’infettivologo e primario dell’Ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, durante la sua audizione davanti alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. 

Il professore Bassetti è stato ascoltato nell’ambito del filone d’inchiesta sugli effetti avversi dei vaccini contro la Sars CoV-2. Nel corso del suo intervento, ha difeso l’efficacia della campagna vaccinale per la riduzione dei decessi e dei ricoveri.

“Se la riduzione dei morti ci sarebbe stata senza l’obbligo vaccinale, purtroppo non abbiamo uno studio che ci permetta di dirlo, ma sappiamo con certezza che la vaccinazione ha ridotto gli accessi in terapia intensiva e i decessi legati al Covid-19. Questo è inconfutabile, sono i numeri che parlano.”

Secondo il primario, i vaccini avrebbero evitato milioni di decessi:

“I dati sono talmente evidenti: oltre 20 milioni di persone sono state salvate nel mondo grazie alle vaccinazioni”.

Commissione Covid: le accuse di Bassetti alla politica sui vaccini

Il passaggio più duro del suo intervento ha riguardato però il rapporto tra politica e vaccini. Bassetti ha accusato una parte della politica di aver trasformato il tema della vaccinazione in uno strumento di scontro, alimentando il sentimento anti-vaccinista. 

“Le vaccinazioni sono diventate un’arma di distrazione politica. Nel momento in cui un presidio sanitario diventa un'arma di lotta politica si ha un'invasione pesante di un campo che non è la politica. Ci sono stati numerosi politici che hanno parlato di vaccinazioni senza alcuna competenza”, ha affermato.

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“I risultati mi paiono evidenti [...] e per questo dobbiamo dire grazie ad una certa politica che ha infiammato il mondo no-vax.”

Secondo l'infettivologo, la dinamica italiana non avrebbe avuto precedenti a livello internazionale:

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È stata una situazione unica nel panorama mondiale. C’è stata un’operazione politica quella di portare a questi toni nei confronti della vaccinazione”.

Il caso morbillo in Calabria e il calo delle vaccinazioni

Bassetti ha poi collegato la sfiducia nei vaccini al ritorno di malattie come il morbillo.

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“Attaccare la vaccinazione significa attaccare gli stessi cittadini che la politica dovrebbe prima di tutto proteggere. [...] Oggi siamo il Paese europeo, dopo la Romania, con il maggior numero di casi di morbillo”

e ha aggiunto:

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“I genitori in questo Paese, seguendo queste linee politiche anti vacciniste sono arrivati a non vaccinare i figli”.

Da qui l'allarme sulla diffusione del morbillo:

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“Abbiamo una epidemia di morbillo in Calabria. Praticamente ai viaggiatori stiamo raccomandando di vaccinarsi per il morbillo, come lo raccomandiamo quando si viaggia in un Paese dell’Africa centrale”.

Nel corso dell'audizione, il senatore Lucio Malan gli ha fatto notare che casi di morbillo erano presenti in Italia anche prima del 2019, cioè prima delle polemiche nate durante la pandemia. Bassetti ha replicato sostenendo che un Paese avanzato dovrebbe puntare ad azzerare i contagi di una malattia prevenibile come il morbillo 

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“Tutto questo è veramente paradossale perché gli effetti si vedono sui più fragili: bambini, anziani e immunodepressi. Fare oggi un attacco senza distinzioni alle vaccinazioni significa fare un attacco contro la scienza e i progressi della medicina. Inaccettabile per un mondo evoluto”.

L’infettivologo: "Tamponificio che non ha aiutato i pazienti"

Bassetti ha poi criticato la gestione dei tamponi durante la pandemia, parlando di un ricorso eccessivo e protratto nel tempo. 

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“Noi abbiamo portato avanti per due anni un tamponificio che non ha fatto gli interessi del paziente. Questo è un atteggiamento completamente sbagliato. Ci sono realtà che ancora chiedono il tampone nel nostro Paese, sia pubbliche che private.”

Per Bassetti si è trattato di un errore che "non andava commesso".

 

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