01 Jul, 2026 - 14:00

Gli Stati Uniti ci insegnano che i rigori non sono più una questione di fortuna

Gli Stati Uniti ci insegnano che i rigori non sono più una questione di fortuna

Per decenni i calci di rigore sono stati raccontati come una lotteria, un momento in cui il talento lascia spazio al coraggio, all'istinto e a un pizzico di fortuna. Ma il calcio moderno sta cambiando anche da questo punto di vista. La nazionale degli Stati Uniti, impegnata ai Mondiali, ha deciso di affrontare l'eventualità della serie dal dischetto con un approccio completamente diverso: dati, neuroscienze, tecnologia e preparazione mentale sono diventati parte integrante del lavoro quotidiano.

L'obiettivo non è eliminare la pressione, impresa impossibile, ma fare in modo che ogni giocatore arrivi a quel momento con gli strumenti giusti. Una filosofia che si è fatta ancora più interessante dopo le recenti eliminazioni di Germania e Olanda ai rigori, due esempi che hanno riportato al centro il dibattito su quanto conti davvero la preparazione dagli undici metri.

La preparazione comincia molto prima della partita

La sconfitta della Germania contro il Paraguay ha confermato quanto la serie di rigori possa trasformarsi in un problema anche per le nazionali più attrezzate. Dopo l'eliminazione sono emerse indiscrezioni secondo cui alcuni giocatori avrebbero rifiutato di presentarsi sul dischetto, costringendo Jonathan Tah, che non aveva mai calciato un rigore in carriera, a prendersi la responsabilità del tiro decisivo.

Negli Stati Uniti l'approccio è opposto. Il ct Mauricio Pochettino e il suo staff stanno facendo l'impossibile affinché i rigori diventino un punto di forza e non un motivo d'ansia. Per questo motivo circa un anno e mezzo fa è stato creato un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente ai calci piazzati e ai rigori. L'idea di fondo è semplice: lo stress di una partita mondiale non può essere riprodotto in allenamento, ma è possibile curare ogni dettaglio per arrivare perfettamente preparati dagli undici metri.

Dati, neuroscienze e tecnologia: le nuove idee

Per sviluppare questo progetto la federazione statunitense si è affidata a due aziende specializzate: Neuro11 e Trackman. Durante le esercitazioni i giocatori hanno indossato un dispositivo simile a un casco, fondamentale per registrare le onde cerebrali durante il calcio di rigore. Lo scopo non è scegliere il rigorista soltanto in base alla tecnica, ma capire come reagisce mentalmente sotto pressione e aiutarlo a migliorare la concentrazione.

Trackman, invece, utilizza radar e sensori per analizzare con estrema precisione il movimento del pallone, offrendo informazioni dettagliate sulla qualità dell'esecuzione. Il centrocampista Sebastian Berhalter ha spiegato che questo sistema gli ha permesso di migliorare i calci piazzati, tanto da guadagnarsi la convocazione ai Mondiali. Per Pochettino, però, la tecnologia rappresenta soltanto uno strumento. La decisione finale spetta allo staff tecnico, che sceglie in anticipo la serie di rigoristi senza lasciare spazio all'improvvisazione.

Fiducia, personalità e responsabilità

Naturalmente nessun algoritmo può garantire un gol e, per questo motivo, il lavoro mentale resta fondamentale. Christian Pulisic, impeccabile dal dischetto con la nazionale, ha ricordato che servono coraggio e fiducia nei propri mezzi. Secondo il capitano statunitense, ogni giocatore sviluppa il proprio modo di calciare e non avrebbe senso cercare di cambiare tecnica all'ultimo momento dopo aver osservato gli altri rigoristi. 

L'obiettivo è affrontare ogni partita con serenità, sapendo che anche un'eventuale serie dal dischetto fa ormai parte della preparazione. D'altronde gli Stati Uniti si sono portati avanti e proveranno a beneficiare di questo lavoro nel momento clou del torneo.

I rigori non sono più una lotteria

Negli Stati Uniti la serie dei rigori non comincia al 120'. Inizia molti mesi prima, tra allenamenti specifici, raccolta di dati, analisi psicologiche e simulazioni. Ciò non significa che la fortuna non sia più rilevante o che la tecnologia possa eliminare l'imprevedibilità, ma di certo ha un peso maggiore rispetto al passato.

Sempre più squadre considerano i rigori una fase di gioco da preparare con la stessa attenzione delle altre, pensiero che si sta radicando in ogni parte del mondo. E in questo cambiamento, il confine tra istinto e metodo diventa sempre più sottile, senza però cancellare l’incertezza che fa parte del gioco.

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