01 Jul, 2026 - 13:02

Il film su Sam Altman e OpenAI non è più senza casa: chi distribuirà "Artificial" di Guadagnino?

Il film su Sam Altman e OpenAI non è più senza casa: chi distribuirà "Artificial" di Guadagnino?

Si è parlato tanto del "caso Artificial": il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e la crisi di OpenAI non è più orfano.

Per settimane è stato definito un biopic scomodo, quello che non aveva ancora trovato chi fosse disposto a distribuirlo, ma adesso si è fatta avanti un'agguerrita casa di produzione indipendente americana.

I contenuti del film "Artificial" e la rinuncia di Amazon

"Artificial" ci racconta il weekend di novembre 2023 in cui Sam Altman venne licenziato dal board di OpenAI e poi reintegrato nel giro di pochi giorni, con Andrew Garfield a interpretarlo, affiancato da Monica Barbaro, Yura Borisov e Mark Rylance. Il film è costato circa 40 milioni di dollari, è praticamente quasi completato ed era stato sviluppato da Amazon MGM Studios, che inizialmente avrebbe dovuto distribuirlo in sala nel 2027.

Poi, a sorpresa, la casa di produzione ha comunicato di voler rinunciare al film. La motivazione ufficiale data dallo studio è che il film “sarebbe stato meglio distribuito da un altro studio". Ha lasciato così ai produttori l'impegno di trovare un nuovo partner. Il caso ha fatto parlare, poiché la scelta sarebbe stata fatta a pochi mesi da un accordo colossale tra Amazon e OpenAI – un investimento da 50 miliardi di dollari per modelli di intelligenza artificiale personalizzati. Inevitabilmente, quindi, si è iniziato a parlare di conflitto di interessi industriali, di libertà creativa.

E una volta uscito dai progetti Amazon il prodotto sarebbe stato mostrato in diverse proiezioni private: Netflix, A24, Focus Features, Warner-Clockwork: tutti hanno deciso di fare un passo indietro.

Le indiscrezioni hanno parlato di un ritratto poco lusinghiero sia di Altman sia di Elon Musk.
Secondo diversi insider che hanno visto il film e letto la sceneggiatura, "Artificial" ritrae il primo come un personaggio particolarmente inaffidabile e il secondo (interpretato da Ike Barinholtz) come una persona decisamente antipatica.

E, per qualche giorno, si è riflettuto ampiamente sul tema.

L'arrivo di Neon: "Artificial" salvato da casa di produzione indipendente

Insieme a Mubi, casa di produzione indipendente molto vicina a Guadagnino per altri progetti, circolava anche il nome di Neon che ha finalmente acquistato i diritti di "Artificial" al termine di una trattativa guidata con CAA Media Finance e Amazon MGM. Lo studio è già famoso per aver portato al successo "Parasite", "Anora" e "The Substance", e adesso è più che consapevole di aver compiuto una sorta di atto di fiducia per un progetto “ambizioso”. Se tutto andrà secondo i piani previsti, "Artificial" uscirà entro la fine del 2026.

Cosa cambia per "Artificial" con l'arrivo di Neon?

Con l'affidamento a Neon per la distribuzione ci aspettiamo sicuramente un film che già si percepisce come promosso in quanto opera autoriale, decisamente lontano dal cinema mainstream. Non si vuol rinunciare alla sua forza narrativa, alla regia di Guadagnino né al fatto che, probabilmente, questo Sam Altman potrebbe avere i tratti di un personaggio grigio, fallibile e lontano da quello che semplicemente da fuori appare.

Teniamo anche presente che nelle fasi finali della post-produzione, "Artificial" puntava a una presentazione al festival SXSW prima dell'uscita da Amazon. Data la recente acquisizione da parte di Neon, invece, il film potrebbe ambire a un posto alla Mostra del Cinema di Venezia, sede in cui anche molti altri precedenti lavori di Guadagnino hanno trovato il loro spazio: "After the Hunt", "A Bigger Splash", "Queer", "Suspiria" e "Bones and All" ne sono l'esempio. Neon si è impegnata a lanciare una campagna per i premi affinché "Artificial" possa competere per entrare nella corsa agli Oscar di quest'anno. Si sogna già in grande?

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