01 Jul, 2026 - 13:30

Belluno, 70enne morso da una zecca in montagna finisce in coma: positivo alla Tbe, cos'è e i sintomi

Belluno, 70enne morso da una zecca in montagna finisce in coma: positivo alla Tbe, cos'è e i sintomi

Un'uscita in montagna si è trasformata in un incubo per un 70enne originario del Bellunese, ricoverato in condizioni critiche dopo essere stato morso da una zecca. Secondo le ricostruzioni, l'uomo, ex allenatore di basket, molto conosciuto nell'ambiente sportivo locale e nel Trevigiano, sarebbe stato trovato in stato delirante da un familiare. 

All'arrivo dei soccorritori, il trasporto d'urgenza in ospedale, dove i medici gli hanno diagnosticato un'infezione da Tbe (in gergo medico "meningoencefalite da zecca"), una malattia virale che può colpire anche in modo severo il sistema nervoso centrale. Portato in terapia intensiva, ha trascorso diversi giorni in coma farmacologico prima di dare segni di miglioramento. 

Cos'è la Tbe, diagnosticata al 70enne di Belluno

La Tbe (dall'inglese Tick-Borne Encephalitis) si trasmette attraverso il morso di zecche infette e non quindi da persona a persona. Il virus che la provoca appartiene alla famiglia dei flavivirus e, una volta entrato nell'organismo umano, può raggiungere il sistema nervoso centrale, causando in alcuni casi complicazioni anche molto gravi. 

Si tratta di un'infezione considerata endemica in diverse aree boschive dell'Europa centrale e settentrionale, ma anche in alcune zone del nord Italia, soprattutto nelle aree alpine e prealpine. Proprio in provincia di Belluno - dove il 70enne finito in coma è stato morso - è stata identificata per la prima volta in Italia, nel 1994. 

Sintomi e possibili complicazioni della malattia

La Tbe ha spesso un andamento bifasico, che rende complessa la sua individuazione. Dopo il morso della zecca infetta, c'è un periodo di incubazione che può variare; la prima manifestazione clinica somiglia a una comune sindrome influenzale.

In questa fase, i sintomi includono febbre, malessere generale, stanchezza marcata, mal di testa, dolori muscolari e talvolta nausea. Dopo alcuni giorni di apparente miglioramento, in una parte dei pazienti la malattia può evolvere nella seconda fase, quella neurologica.

È in questo stadio che il virus raggiunge il sistema nervoso centrale e può provocare complicazioni come meningiti, encefaliti, rigidità del collo, disorientamento, disturbi della coscienza e coma. Le conseguenze possono essere temporanee o lasciare strascichi persistenti. 

Rischi, cura e prevenzione: come evitare i morsi

Da qui la domanda: come ci si protegge dai morsi? Le zecche - la cui pericolosità si lega alla possibile trasmissione di agenti infettivi, che possono provocare oltre alla Tbe anche altre malattie, come quella di Lyme - si trovano soprattutto in ambienti boschivi, prati alti e zone umide, e il morso è spesso indolore, perché il parassita rilascia sostanze anestetizzanti che ne rendono difficile l'individuazione immediata.

Una terapia antivirale specifica per la Tbe non esiste. Il trattamento è di supporto e varia in base alla gravità del quadro clinico, fino al ricovero nei casi più seri e alla gestione delle complicanze neurologiche. Diverso il caso della malattia di Lyme, che invece viene trattata con terapia antibiotica, soprattutto se diagnosticata precocemente. La chiave resta la prevenzione.

Durante le escursioni in montagna è consigliabile indossare abiti lunghi e di colore chiaro, utilizzare repellenti specifici per insetti e zecche ed evitare il contatto diretto con erba alta e vegetazione fitta. Al rientro è fondamentale controllare accuratamente il corpo, prestando particolare attenzione alle zone più difficili come cuoio capelluto, ascelle, inguine e ginocchia. 

La rimozione tempestiva della zecca - tramite una pinzetta a punte sottili che eviti di romperla - e la successiva sanificazione della parte corporea interessata riducono il rischio di trasmissione. Per la Tbe le autorità sanitarie consigliano il vaccino a chi vive o frequenta aree endemiche o svolge attività all'aperto in contesti boschivi e montani. In Italia è disponibile dal 2006. 

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