30 Jun, 2026 - 12:15

Mantova, bracciante muore mentre è al lavoro in un campo di angurie: l'ipotesi del malore per il caldo

Mantova, bracciante muore mentre è al lavoro in un campo di angurie: l'ipotesi del malore per il caldo

Non accenna ad allentarsi la morsa del caldo record che da giorni interessa l'Italia da nord a sud, con temperature elevate e afa. Una situazione che, secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie, avrebbe provocato un aumento degli accessi al pronto soccorso pari almeno al 10-15%, soprattutto nelle grandi città.

Venticinque oggi, 30 giugno 2026, le città da bollino rosso. Mentre ieri pomeriggio a Borgocarbonara, nel Mantovano, un bracciante di 55 anni è morto durante il lavoro di raccolta delle angurie nei campi di un'azienda agricola di Magnacavallo. Tra le prime ipotesi, quella di un malore dovuto proprio a un colpo di calore.

Bracciante muore durante la raccolta nei campi

L'uomo, di nome Tahar El Haddad, di nazionalità marocchina, si sarebbe improvvisamente accasciato al suolo mentre lavorava. A lanciare l'allarme sono stati i colleghi presenti. Sul posto sono arrivati tempestivamente i sanitari del 118, che, vista la gravità della situazione, hanno richiesto anche l'intervento di un elisoccorso. Nonostante i tentativi di rianimazione, per il 55enne non c'è stato nulla da fare. 

L'ipotesi caldo e gli accertamenti ancora in corso

Le cause del decesso non sono state ancora accertate, ma tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella di un malore favorito dalle temperature eccezionalmente elevate registrate in questi giorni nel Mantovano, con picchi fino a 40 gradi. 

Sul posto, oltre ai sanitari, sono intervenuti anche i carabinieri e il personale dell'Ats Val Padana, incaricato degli accertamenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le verifiche hanno riguardato sia la dinamica dell'accaduto che le condizioni operative dell'attività.

La salma del bracciante è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Mantova, dove sarà eseguita l'autopsia. È polemica, intanto, tra i sindacati locali. Al centro del dibattito, il lavoro, soprattutto agricolo, durante le ondate di calore sempre più intense

virgolette
Non si può morire di caldo e di lavoro nel 2026: se succede è tutto sbagliato. E c'è da cambiare tutto, tutto quanto,

ha scritto sui social Michele Orezzi, segretario provinciale della Cgil Mantova. 

Qualche giorno fa lo stesso destino era toccato a Stefano Tonin, 57 anni, morto per un malore in un cantiere a San Martino Lupari, nel Padovano, dopo aver lavorato per tutta la mattina sotto al sole. La Procura ha aperto sulla vicenda un fascicolo di inchiesta contro ignoti. 

LEGGI ANCHE