30 Jun, 2026 - 11:22

UE, dal 1° luglio scatta il nuovo dazio di 3 euro sui piccoli pacchi: cosa prevede

UE, dal 1° luglio scatta il nuovo dazio di 3 euro sui piccoli pacchi: cosa prevede

A partire dall'1 luglio 2026 entra in vigore il dazio temporaneo forfettario dell'Unione Europea sui piccoli pacchi importati da paesi extra UE. Le spedizioni contenenti merci di valore inferiore a 150 euro non beneficeranno più dell'esenzione "de minimis" e saranno soggette a un'imposta di 3 euro. La misura punta a riequilibrare la concorrenza tra le piattaforme di e-commerce extraeuropee e i rivenditori dell'UE, oltre a rafforzare i controlli sulle importazioni.

L'UE introduce un dazio sui piccoli pacchi extra UE

L'Unione Europea si prepara, a partire dall'1 luglio, a introdurre un dazio temporaneo forfettario sui piccoli pacchi importati da paesi extra UE. Questo comporterà che i pacchi contenenti merci di valore fino a 150 euro non saranno più soggetti all'esenzione "de minimis".

A partire dall'1 luglio, i piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro importati da paesi non UE saranno soggetti a un dazio temporaneo forfettario di 3 euro.

La tassa verrà applicata per voce doganale quindi sui singoli invii potrà essere applicata più volte. A partire dal mese di novembre scatterà anche un contributo per la "handing fee" che servirà per la gestione doganale e la copertura dei sempre crescenti costi dei controlli.

Questa imposta durerà fino all'1 luglio 2028 quando partirà il Data Hub doganale europeo per l'e-commerce. A quel punto i dazi saranno calcolati sulla base del valore effettivo della merce, della classificazione doganale e dell'origine. Quindi non sarà più forfettario a pacchetto. 

Perché Bruxelles vuole eliminare l'esenzione "de minimis"

Fino all'introduzione di questa nuova imposta, i consumatori europei hanno goduto dell'esenzione "de minimis" su numerosi articoli, che spaziano dalla fast fashion ai cosmetici, fino a prodotti elettronici e giocattoli.

L'obiettivo è quindi quello di creare le condizioni per un mercato paritario per i rivenditori europei e le piccole imprese.

Con questa misura Bruxelles mira a colpire soprattutto la concorrenza delle piattaforme di e-commerce che sfruttano la clausola "de minimis". Mentre i negozi presenti nelle città europee sono sempre più penalizzati a favore degli acquisti online, il nuovo dazio rappresenta un tentativo di allentare questo andamento.
Questa misura ha anche un obiettivo che potrebbe contribuire a bilanciare l'aumento delle importazioni dalla Cina. Circa il 90 per cento dei pacchi proviene infatti da questo paese.

"L'UE sta lavorando per modernizzare le procedure doganali al fine di rafforzare il mercato unico e garantire che tutte le imprese che vendono nell'UE competano ad armi pari, nel rispetto degli standard di sicurezza e conformità dell'UE", si legge nella nota della Commissione europea.

Aumento delle importazioni e impatto sui consumatori

I dati parlano chiaro: il numero di pacchi di basso valore è aumentato in modo esponenziale, passando da 1,3 miliardi nel 2022 a 5,9 miliardi nel 2025. In soli tre anni, quindi, il numero è più che quadruplicato.

L'adozione di questa misura mira sia a spingere i consumatori europei a ripensare le proprie decisioni di acquisto, sia a fungere da deterrente per i rivenditori che non fanno parte dell'UE.

LEGGI ANCHE