30 Jun, 2026 - 10:55

Per Alemanno non è stata la prima volta in carcere: quando e perché finì già da ragazzo in cella

Per Alemanno non è stata la prima volta in carcere: quando e perché finì già da ragazzo in cella

Quando, lo scorso mercoledì, un secondino ha aperto la porta della sua cella; quando, nel giorno del suo onomastico, ha travalicato di nuovo il perimetro di Rebibbia da uomo libero lasciandosi travolgere dalla folla di amici, parenti e giornalisti che lo attendevano fuori dal carcere, Gianni Alemanno avrà vissuto anche un déjà vu.

E già: perché, per l'ex sindaco di Roma, quella che si è aperta il 31 dicembre 2024 e si è chiusa il 24 giugno 2026 non è stata la prima esperienza carceraria.

L'ha ricordato lui stesso alla prima occasione che ha avuto, domenica scorsa, quando è stato ospite di Gaia Tortora su La7.

Alemanno, l'ex ministro Alemanno, ha scontato dentro anche un "peccatuccio di gioventù".

La prima volta in carcere di Gianni Alemanno: quando e perché

Gianni Alemanno, che oggi ha 68 anni, è reduce da quasi un anno e mezzo di carcere per traffico di influenze illecite su un abuso d'ufficio, reato contestatogli nell'ambito della maxi inchiesta che terremotò la sua esperienza da sindaco di Roma "Mafia Capitale".

Ma la sua fedina penale già prima di quest'occasione non risultava immacolata.

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Nel 1982, quando avevo vent'anni, sono stato in galera per un fatto di militanza politica 

ha svelato a Gaia Tortora che l'ha intervistato nel corso della puntata di Omnibus.

Ma, più precisamente, di quale reato si macchiò l'allora 24enne Alemanno?

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Lanciai una bottiglia molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica

E qui scattano i paradossi della storia.

Paradossi di due generi. Il primo più prettamente personale, che ha raccontato lo stesso Alemanno. Il secondo di carattere politico, in quanto riguarda la collocazione dell'ex sindaco di Roma a proposito della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina e le conseguenze che potrà avere sul suo futuro sullo scenario pubblico.

Iniziamo dal dato personale che ha raccontato lo stesso Alemanno in tv:

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Mi sono ritrovato a Rebibbia nello stesso reparto e nella stessa cella. Per un caso del destino, mi sono ritrovato esattamente nella stessa cella

Fatto sta che rispetto a quando l'aveva vissuta la prima volta, Alemanno ha rimarcato che molto è cambiato:

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Quarant'anni fa era uno studentato: tutto pulito, tutto a posto, pochissimi detenuti. Ora, invece, la situazione è completamente cambiata: è devastante. Il sovraffollamento a Rebibbia è del 160%

La conseguenza paradossale e politica della prima detenzione di Alemanno

Nel 1982 Gianni Alemanno rischiò (e si fece) il carcere per dimostrare la sua avversità al regime comunista dell'Unione Sovietica.

La linea di molte frange dell'estrema destra di quegli anni, ancora nel pieno della Guerra Fredda, era di non stare né con Mosca né con Washington.

L'ha ricordato proprio oggi su Repubblica Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura alla Camera in quota Fratelli d'Italia, riferendosi proprio ad Alemanno, l'ex sindaco di Roma scarcerato la scorsa settimana che conosce da quando era bambino:

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Abbiamo una storia di militanza comune

Ebbene: perché la prima detenzione che ha ricordato l'ex sindaco ora suona un po' come un paradosso?

Perché uno dei motivi che l'hanno spinto tra le braccia di Vannacci è il posizionamento del Generale sulla guerra della Russia in Ucraina.

Il Generale è uno dei politici occidentali più filo-Mosca. Non più molotov ma mazzi di fiori, quindi, per gli eredi dell'Urss?

Se così fosse, Mollicone ha ricordato ad Alemanno che sarebbe difficile vedere Futuro Nazionale dentro la coalizione di centrodestra in occasione delle prossime elezioni politiche:

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La scelta di Alemanno di aderire a Futuro Nazionale è un errore tattico e strategico, dettato probabilmente da un revanscismo alimentato da delusioni personali. Purtroppo, ha anche lui troppe ambiguità sulla Russia: ricordo che da ragazzi lui scriveva né Usa né Urss, ma Europa nazionale. Ecco, noi siamo rimasti dalla parte di quell'Europa nazionale

Alemanno, invece? Lo dipingono tra i suoi fantasmi del passato. Qualcuno dei quali, con il volto del paradosso, pronto a fargli pagare ancora adesso un prezzo politico.    

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