Venerdì 26 giugno ha debuttato alla Camera il testo della riforma della nuova legge elettorale, lo Stabilicum, che era stato licenziato – tra le polemiche – appena due giorni prima dalla Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio.
Mercoledì 2 luglio è prevista la riunione dei capigruppo per decidere il calendario dei lavori che dovrebbe – nelle intenzioni della maggioranza – portare al primo via libera prima della pausa estiva.
Il testo in discussione a Montecitorio contiene anche una norma che modifica le regole per la raccolta firme per i partiti che intendono presentarsi alle prossime elezioni che è stata ribattezzata “norma anti-vannacci” che sta facendo molto discutere.
La norma, inserita con un emendamento approvato in extremis in Commissione, restringe i criteri per l'esenzione della raccolta delle sottoscrizioni e coinvolge anche partiti minori come +Europa e il Partito Liberaldemocratico.
Ecco cosa prevede l'emendamento approvato dalla maggioranza e perché tutti parlano di “norma anti-Vannacci".
In pratica l'emendamento approvato dai partiti di maggioranza modifica le regole per l'esonero dei partiti dalla raccolta delle firme per presentare la propria lista alle elezioni.
La normativa vigente, infatti, prevede – con alcune eccezioni - che per poter presentare la propria lista alle elezioni politiche (quindi elezioni di Camera e Senato) i partiti debbano raccogliere da un minino di 1500 a un massimo di 200 firme di cittadini elettori in ognuno dei collegi plurinominali.
La norma inserita nella riforma interviene proprio su queste eccezioni: con la nuova riformulazione sono esonerati tutti i partiti o i gruppi politici che alla data del 31 dicembre 2025 avevano già costituito un gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere.
La norma precedente prevedeva, invece, l'esonero solo in caso di presenza di un gruppo parlamentare in entrambi i rami del Parlamento.
La modifica coinvolge la maggioranza dei partiti presenti attualmente in Parlamento, compresi Azione e Alleanza Verdi e Sinistra che con le vecchie regole avrebbero dovuto raccogliere le firme, mentre con le nuove norme saranno esentati.
Gli unici partiti ad essere esclusi sono +Europa di Riccardo Magi che non ha un gruppo parlamentare autonomo, ma solo un gruppo di tre deputati nel gruppo Misto; Futuro Nazionale di Roberto Vannacci che ha quattro deputati nel gruppo misto alla Camera e nessuna rappresentanza al Senato e il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin che ha un solo eletto alla Camera.
Futuro Nazionale, inoltre, è stato fondato nel 2026, quindi sarebbe comunque escluso per la regola della fondazione prima del 31 dicembre 2025.
L'emendamento in questione è stato rapidamente ribattezzato “anti-Vannacci” proprio per la presenza del requisito temporale che escluderebbe Futuro Nazionale anche da eventuali deroghe.
Diversi esponenti del partito del Generale hanno parlato espressamente di una norma costruita appositamente contro di loro.
La maggioranza, però, nega che la norma sia stata scritta contro il partito del generale e sostiene che serva a evitare che l'esenzione possa essere ottenuta attraverso la formazione di nuovi gruppi parlamentari nel corso della legislatura.
Alcune opposizioni hanno condiviso la critica, pur con motivazioni diverse, sostenendo che la modifica restringe l'accesso alla competizione elettorale per i nuovi soggetti politici.