Il 2 luglio 2026 nei cinema italiani arriverà “Love Letters”, il film che segna il debutto alla regia di Alice Douard (vincitrice del César 2024 per il miglior cortometraggio “L’Attente”). Si tratta di una commedia sentimentale che racconta con delicatezza e ironia la maternità contemporanea nella società moderna all’interno di coppie omogenitoriali.
Al centro della storia c’è Céline (Ella Rumpf), pronta a dare diventare mamma pur non essendo lei stessa in dolce attesa: la donna incinta in realtà è sua moglie Nadia (Monia Chokri).
Tra ostacoli della burocrazia, pregiudizi, incomprensioni e difficoltà quotidiane, il fil rouge della pellicola è il desiderio di essere legittimati ad esistere, di non dover nascondere la propria identità e il legame con la famiglia.
“Love Letters” si propone come una voce nuova nel cinema LGBTQ+ e come un titolo da non perdere per chi cerca storie che mostrano cosa vuol dire diventare genitori nella società moderna.

“Love Letters” uscirà il 2 luglio 2026 nelle sale cinematografiche italiane. Il primo lungometraggio della regista francese Alice Douard arriverà sul grande schermo in versione originale sottotitolata e in partnership con Women in Film Television and Media Italia, distribuito da Wanted Pictures.
Il film promette di essere un appuntamento da non perdere per chi cerca storie attuali sulla genitorialità e le nuove forme di famiglia. Per qualche anticipazione sulla pellicola, ecco il link per guardare il trailer ufficiale:
La narrazione di “Love Letters” si incentra sulla nascita di una famiglia moderna, per l’esattezza il percorso di due donne che si amano e che decidono di avere figli.
Céline si prepara a diventare madre in una famiglia che la società e la legge ancora oggi faticano a riconoscere, ad accettare e a comprendere.
Non è lei ad essere incinta, ma sarà sua moglie Nadia a dare alla luce la loro bambina tanto desiderata.
Il film esplora il tema della maternità contemporanea non come un dramma espositivo, ma come una commedia sentimentale fatta di gesti quotidiani, attese, paure e piccole vittorie.
Mentre la data del parto si avvicina, Céline si confronta con le aspettative della società, tra critiche e pregiudizi, e con un sistema legale che sembra far di tutto per non tutelare la sua nuova famiglia.
Nella pellicola vediamo come le due protagoniste cercano di ottenere la legittimità “ad esistere” come genitori: dagli incontri con uffici e burocrazia, alle conversazioni con amici e familiari, fino alle riflessioni intime che la madre di Céline, Marguerite, le suggerisce.
La regista Alice Douard ha dato vita a una storia di carattere universale che si interroga su cosa significhi essere genitori oggi, mettendo in luce le contraddizioni tra la realtà e i desideri di ognuno.
Il tono alterna momenti di ironia a pause commoventi, restituendo un quadro autentico della quotidianità pre-parto e del bisogno di appartenenza.
Star del cast di “Love Letters” è senza dubbio Ella Rumpf, l’attrice che la regista ha fortemente voluto fin dalla prima fase di scrittura del film.
Il volto di Rumpf è noto al pubblico per interpretazioni intense in “Raw” e "Il teorema di Margherita”. Accanto a lei troviamo Monia Chokri nel ruolo di Nadia, la donna che darà alla luce la bambina.
Nel ruolo di Marguerite, la madre di Céline, troviamo Noémie Lvovsky. Il cast, pensato per dare voce a personaggi complessi, lavora su registri sottili: la regia di Douard privilegia i dettagli della vita quotidiana, lasciando che siano gli attori a costruire l’empatia attraverso piccoli gesti, sguardi e dialoghi brevi ma intensi.