Ci sono luoghi in cui il tempo sembra aver siglato un patto di eterna quiete con la pietra e il vento, piccoli scrigni di memoria dove la modernità, con il suo incedere frettoloso e la sua smaterializzazione digitale, fatica a imporre il proprio primato, scrive La Nazione descrivendo il borgo di Mazzolla, 26 anime, in provincia di Pisa. Nei giorni scorsi si è compiuto un evento straordinario, ammantato da un’atmosfera quasi magica e sospesa: l’inaugurazione della nuova libreria “Il Circolino”, sbocciata grazie all’idea di Claudia Landini e Giorgio Ferrario, originari di Milano, che qui hanno trovato il loro porto quiete.
“Io e mio marito - raccontano al giornale - abbiamo viaggiato in lungo e in largo per il mondo e a Mazzolla abbiamo sempre trovato il nostro abbraccio del ritorno e adesso viviamo qui in pianta stabile. La passione per la letteratura ci ha spinti a intraprendere questa meravigliosa follia, aprire una libreria in un borgo così piccolo”.
In un’epoca contrassegnata da una corsa frenetica verso l’immateriale, osserva La Nazione, in cui la parola scritta viene troppo spesso sacrificata sull’altare della velocità virtuale e degli algoritmi, la nascita di uno spazio fisico interamente dedicato ai libri tra i vicoli silenziosi di un borgo così minuto assume i contorni di un autentico atto per difendere un avamposto intellettuale, come lo sono le librerie.
La libreria presenta un ampio spazio dedicato alla letteratura di tutto il mondo, oltre a sezioni in lingua inglese e francese e a sezioni tematiche per motivare le persone a tornare a immergersi nella lettura cartacea. La libreria è stata aperta nei locali che lustri fa ospitavano un circolo Arci, una casa del popolo, che sono stati e in molti borghi lo sono ancora, presidi culturali. A Mazzolla è stata fatta una scelta di coraggio. Lunga vita alla libreria.