26 Jun, 2026 - 17:17

Basi militari in Italia, polemiche per le parole di Mark Rutte: ecco quali sono gli accordi con gli USA

Basi militari in Italia, polemiche per le parole di Mark Rutte: ecco quali sono gli accordi con gli USA

Le dichiarazioni del segretario generale della NATO, Mark Rutte, sull’utilizzo delle basi militari in Italia da parte degli Stati Uniti hanno acceso un dibattito politico. La vicenda riporta quindi al centro il delicato equilibrio tra impegni internazionali, accordi bilaterali e vincoli costituzionali.

NATO, le parole di Mark Rutte sulle basi in Italia

Le parole del segretario generale della NATO, Mark Rutte, sull’uso delle basi in Italia continuano a far discutere.

Rutte ha affermato, in un’intervista a Fox News pubblicata il 23 giugno 2026, di comprendere la delusione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti della NATO. Il capo dell’Alleanza Atlantica ha aggiunto che i paesi membri hanno fornito supporto militare agli Stati Uniti durante la guerra contro l’Iran.

"So che per quanto riguarda la NATO c'è delusione", ha affermato.

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Ma consideriamo anche che si tratta di casi isolati, perché c'è dell'altro da dire al riguardo. Un paese dopo l'altro, un alleato dopo l'altro, ha messo a disposizione le proprie basi per Epic Fury.

Mark Rutte ha aggiunto che 500 aerei statunitensi hanno utilizzato basi italiane durante l’operazione. Ha anche affermato che Bucarest ha dovuto limitare i voli civili per permettere agli Stati Uniti di utilizzare l’aeroporto per gli aerei cisterna.

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Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l’Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione. Quindi si tratta di un numero enorme.

Le parole del segretario generale della NATO, arrivate prima di un incontro con Donald Trump a Washington, hanno scatenato una dura reazione politica in Italia.

Il ministero della Difesa italiano ha replicato affermando che "solo voli conformi ai trattati, il messaggio di Rutte è totalmente fallace".

Rispondendo a una domanda sulla questione durante una conferenza organizzata dall’Atlantic Council, Mark Rutte ha precisato che:

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L’Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Stati Uniti, e nulla di più.

Accordi che regolano l’uso delle basi militari in Italia

L’uso delle basi è regolato da una serie di intese bilaterali tra Stati Uniti e Italia. Tra queste figura lo NATO Status of Forces Agreement (SOFA) del 1951, che definisce lo status delle forze armate dei paesi alleati dislocate sul territorio degli altri stati membri. Vi è poi il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954, che fissa il numero massimo di militari statunitensi presenti in Italia. Infine, il Memorandum d’intesa Italia-Stati Uniti del 1995 regola vari aspetti operativi legati alla gestione delle basi.

Il nodo dell’articolo 11 della Costituzione

Secondo l’articolo 11 della Costituzione, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. La stessa disposizione consente anche la possibilità di limitazioni alla sovranità nazionale quando questo sia necessario a garantire un ordinamento internazionale fondato sulla pace e sulla giustizia tra le nazioni.

In questo quadro, risulterebbe quindi compatibile la partecipazione a missioni internazionali autorizzate o conformi al diritto internazionale e agli obblighi derivanti dai trattati, purché rispettino i principi costituzionali.

Guerra in Iran e posizione dei paesi europei

Il 28 febbraio Israele e Stati Uniti hanno lanciato i primi attacchi contro l’Iran. Nelle settimane successive il presidente americano ha rivolto forti critiche nei confronti degli alleati europei per quello che definisce un loro sostegno insufficiente.

I paesi europei hanno adottato linee diverse, ma si sono accomunati nell’evitare decisioni che potessero comportare un’eventuale partecipazione diretta al conflitto. Tra questi Francia, Germania e Regno Unito hanno mantenuto una linea “puramente difensiva”. La Spagna, invece, ha seguito una linea propria e non ha consentito il supporto logistico e l’accesso alle basi militari di Morón e Rota per le operazioni contro l’Iran.

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