25 Jun, 2026 - 17:37

Alessia Pifferi, no all'Appello bis: ecco cosa hanno deciso i giudici della Cassazione e le reazioni

Alessia Pifferi, no all'Appello bis: ecco cosa hanno deciso i giudici della Cassazione e le reazioni

I giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno confermato e quindi reso definitiva la condanna a 24 anni di reclusione già emessa dai giudici di secondo grado per Alessia Pifferi, la donna che nel luglio 2022 fece morire di stenti - abbandonandola per una settimana in casa mentre era in vacanza con il compagno - la figlia di appena tredici mesi, Diana.

Non ci sarà dunque un nuovo processo; la vicenda, segnata da continui colpi di scena, può dirsi chiusa. "Per noi è una mezza vittoria: abbiamo ottenuto il risultato primario, che era quello di evitare l'ergastolo", il commento a caldo a Tag24 dell'avvocato Cristian Scaramazzino, che difende la 40enne. Amareggiata, d'altro canto, la zia della vittima: "Non me lo aspettavo". 

La Procura aveva chiesto un nuovo processo d'Appello

In mattinata la sostituta procuratrice generale, Valentina Manuali, aveva chiesto alla Corte l'annullamento della sentenza d'Appello, che aveva riconosciuto alla donna le attenuanti generiche equivalenti all'aggravante del rapporto filiale, condannandola a 24 anni. L'accusa auspicava, in pratica, un nuovo giudizio di secondo grado, sostenendo la necessità di una condanna all'ergastolo, come quella emessa in primo grado. 

I giudici, alla fine, hanno rigettato il ricorso della Procura e confermato la precedente sentenza, che è diventata quindi definitiva. Pifferi, che non era in aula, è stata avvisata dal suo nuovo legale, che a Tag24 ha poi detto: "Mi ha chiamata poco fa, è delusa e amareggiata. Mi ha detto di aver preso un brutto colpo, stava piangendo. Cosa le ho risposto? Che dobbiamo essere contenti, perché poteva anche andare peggio". 

La difesa aveva a sua volta presentato un ricorso, sperando in un Appello bis e nella riqualificazione del reato da omicidio volontario a morte come conseguenza di abbandono del minore. "Per noi questa sentenza è una mezza vittoria, puntavamo a un annullamento della sentenza per rideterminare la pena in termini migliorativi, ma dobbiamo prendere atto di quella che era la richiesta della Procura e del rischio dell'ergastolo". 

La ricostruzione della morte della piccola Diana e le perizie

I fatti risalgono al luglio 2022. Come ricostruito dalle indagini e dai processi, Pifferi si allontanò dalla sua abitazione di Milano per trascorrere dei giorni - quasi una settimana - insieme all'allora compagno, a cui disse di aver lasciato la piccola dalla nonna. Al suo ritorno, Diana, che aveva a disposizione solo "due biberon di latte, due bottigliette d’acqua e una di teuccio" era morta per la fame e la sete, sullo stesso lettino da campeggio su cui era stata adagiata dalla madre. 

In primo grado Pifferi fu giudicata capace di intendere e di volere e condannata per omicidio. In secondo grado, la decisione di concederle le attenuanti recuperando alcuni disturbi mentali evidenziati in sede di perizia dagli esperti, che aveva portato all'abbassamento della pena, ora confermato. Nelle motivazioni si leggeva che "vi sono connatazioni soggettive che non possono essere ignorate", tra cui una "metamorfosi" della 40enne, per via di un "processo televisivo". 

La reazione della sorella della vittima: "Non me lo aspettavo"

"Mi aspettavo la conferma dell'ergastolo", aveva dichiarato, delusa, ai microfoni dei cronisti, la sorella di Alessia, Viviana Pifferi, zia della piccola Diana, dopo la lettura del dispositivo, lo scorso novembre.

Contattata da Tag24 si dice oggi "delusa". "Non me lo aspettavo, assolutamente. Sono giorni che penso a mia nipote, perché è con questo caldo che se ne è andata. Avere la conferma che la sua vita vale per tutti 24 anni fa male".

L'avvocato che assiste lei e la madre, Emanuele De Mitri, ha invece dichiarato uscendo dalla Cassazione:

virgolette
Non è l'esito che ci aspettavamo perché pensavamo che si potesse quantomeno annullare la sentenza di secondo grado sull'aspetto delle attenuanti generiche. Accettiamo comunque questa decisione, che mette la parola fine a questa triste vicenda.
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