Mattia Rizzetti aveva 16 anni ed era un giovane talento del calcio. È stato investito da un'auto guidata da un 19enne a Casal Monastero, il quartiere di Roma dove viveva, mentre attraversava sulle strisce pedonali: era la notte tra il 4 e il 5 aprile 2026. Una tragedia che ha sconvolto un'intera comunità e dalla quale sta prendendo forma un progetto in grado di dare senso e futuro ai luoghi che lui tanto amava.
I suoi genitori, Sergio e Valentina, hanno fondato l'associazione "Il sogno di Mattia", con l'obiettivo di portare avanti iniziative pensate per i ragazzi, in nome di quel figlio la cui vita è stata spezzata troppo presto. Una scelta maturata anche grazie all'enorme partecipazione proprio dei più giovani al giorno dell'ultimo saluto.
"Io non lo chiamo funerale, ma 'festa': erano presenti quasi cinquemila persone e sono stati proprio loro, i ragazzi, a organizzare una parte dell'evento", sottolinea Sergio Rizzetti. Del resto, spiega, "sono loro il nostro futuro".
Mattia frequentava l’istituto superiore paritario Aniene: studiava per diventare geometra. Aveva una grande passione per la musica e fin da bambino frequentava la scuola calcio.
"Professori, allenatori, genitori, amici, conoscenti: tutti dicevano che Mattia era un passo avanti", ricorda commosso il papà. "Certo, aveva anche un bel temperamento, ma era molto sensibile e intelligente", racconta.
In occasione di un contest lanciato dalla sua scuola, Mattia aveva realizzato il progetto di un centro di aggregazione per ragazzi: uno spazio sicuro, lontano dalla strada, che potesse offrire nuove opportunità di socializzazione e svago. A Casal Monastero, spiega papà Sergio, non c'è nulla del genere e spesso i giovani sono obbligati a trascorrere il loro tempo insieme sotto i portoni dei palazzi.
"Lui, da grande appassionato di calcio, pensò di realizzare un campo con altri spazi dedicati allo sport e dei punti di aggregazione, come una sala TV e una sala studio con il Wi-Fi. Subito dopo la tragedia abbiamo saputo che proprio il progetto di nostro figlio era stato premiato come il migliore. Di conseguenza mia moglie in primis ha voluto prenderlo in mano e realizzarlo".
L'associazione "Il sogno di Mattia" è nata proprio con l'obiettivo di realizzare quanto da lui ideato. Ma non solo: sono diverse le iniziative e gli eventi che Sergio e Valentina intendono promuovere.
"Stiamo cercando di migliorare il quartiere con giornate di pulizia che ci siamo promessi di riproporre a cadenza mensile o bimestrale. L'ultima volta hanno partecipato una sessantina di ragazzi, tutti con la maglietta di Matti. Con l'autorizzazione del Comune, il 5 o il 6 luglio verrà realizzato un murale di Mattia lungo il viale principale di Casal Monastero".
Il progetto ideato da Mattia è già a buon punto e sta procedendo senza intoppi. “Nelle scorse settimane ci siamo confrontati con le varie istituzioni. Dall’Istituto Aniene al IV Municipio, nelle persone del presidente Massimiliano Umberti e della dottoressa Annarita Leobruni, oltre che con l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia e chiaramente con la Soprintendenza”, racconta Sergio Rizzetti.
"Questo punto di aggregazione verrà realizzato da CONI Sport e Salute: sono stati ben felici di aiutarci a far nascere la casa di Mattia", sottolinea. Il piano definitivo è stato già consegnato: non resta che attendere il tempo necessario per i dovuti passaggi burocratici.
Il cuore del progetto è la riqualificazione del Parco del Sole in via Monteleone Sabino: un’area oggi abbandonata a se stessa ma che, secondo la famiglia, può diventare un punto di riferimento per i giovani del quartiere.
Accanto agli impianti sportivi, verrà creato anche un punto di ascolto per i ragazzi. “Vorremmo affidarlo a un professionista il più possibile vicino alla loro età e quindi al loro modo di vedere, di pensare le cose, che li metta a proprio agio e permetta loro di confidarsi".
Non solo Casal Monastero: questo modello potrebbe espandersi anche in altri quartieri di Roma. "Il messaggio che io e mia moglie vogliamo trasmettere è che questi ragazzi sono una grandissima risorsa. In questa vita sempre di corsa, in pochi si fermano e parlano con loro, per farli sentire ascoltati, valorizzati e responsabilizzati".
Sergio e Valentina Rizzetti si ritrovano oggi a dover affrontare quotidianamente il dolore della perdita del loro unico figlio.
"Abbiamo deciso di intraprendere questa avventura perché noi vivevamo in funzione di nostro figlio quando era con noi, ora continuiamo anche se lui non c'è più. Del resto, e lo dico sinceramente, per me e mia moglie è ciò che ora ci permette di andare avanti: siamo impegnati emotivamente e mentalmente su questo progetto che ci dà coraggio. Se non lo realizziamo, poi lui si arrabbia!", scherza.
Tra le ferite più profonde lasciate dalla tragica scomparsa di Mattia, resta la speranza. “Cerchiamo in tutti i momenti e in tutti i segnali di sentirlo. In molte circostanze avvertiamo la sua presenza, è accanto a noi: ci sta spingendo ad andare oltre”.