Si chiamava Lorenzo Spasiano il 21enne che la scorsa notte è stato ucciso con un colpo di pistola al torace in via Caprera, nel quartiere Miano di Napoli. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, incensurato, era appena uscito di casa per recarsi al lavoro. Soccorso e trasportato d'urgenza all'ospedale Cardarelli, si è spento poco dopo il ricovero. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Stella, che stanno cercando di ricostruire con precisione dinamica e movente.
L'omicidio si è consumato davanti al palazzo in cui il giovane viveva a Miano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Lorenzo era appena uscito di casa quando una persona non ancora identificata l'avrebbe avvicinato, sparandogli un colpo di pistola al torace per poi dileguarsi a piedi tra le strade del quartiere.
L'allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti, oltre ai carabinieri - che hanno avviato i rilievi - i soccorritori del 118, che dopo aver stabilizzato il 21enne lo hanno trasportato d'urgenza al Cardarelli. Le sue condizioni sono apparse da subito gravissime: nonostante i tentativi dei medici di salvarlo, poco dopo il ricovero si è spento.
Fondamentali, per ricostruire con esattezza l'accaduto, saranno i filmati di eventuali telecamere di videosorveglianza installate nella zona, così come le audizioni di amici e parenti della vittima, che potrebbero aiutare a far luce anche sul movente.
L'ipotesi al momento ritenuta più attendibile dagli inquirenti sarebbe quella di una vendetta maturata in ambito personale. In particolare, secondo quanto riportato dall'Ansa, dietro il delitto potrebbe nascondersi una banale lite avvenuta a marzo tra il 21enne e un minorenne, durante una partita di calcetto.
Esclusi, invece, per il momento, contesti criminali. La vittima, incensurata, non avrebbe avuto alcun legame con i clan che operano sul territorio. L'aggressore avrebbe agito in modo rapido e mirato, prendendolo di mira poco dopo l'uscita di casa. Una dinamica che rafforza l'idea di un'azione premeditata.
Nato nel novembre 2004, Lorenzo Spasiano lavorava come operaio e viveva insieme alla sua famiglia: i genitori e quattro fratelli. Chi lo conosceva lo descrive come "un bravo ragazzo", un ragazzo che "conduceva una vita semplice", alternando agli obblighi i piaceri delle uscite con gli amici. Discoteche, boxe, viaggi, tatuaggi; uno dei quali con una citazione attribuita a Giulio Cesare: "Veni, vidi, vici".
La sua morte, ha detto il parroco della Chiesa di Sant'Alfonso e San Gerardo, Salvatore Cinque,
Sarebbe stata la madre, allertata dalle urla e dal rumore, a scoprire il giovane a terra, in fin di vita. In quel momento il suo aggressore doveva già essersi dileguato. I carabinieri lo stanno adesso cercando. Mentre a Napoli è lutto. "Sia fatta chiarezza, sia fatta giustizia, non se ne può più, disarmiamo le mani di questi ragazzi", scrive sui social un'utente.
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