Ma, alla fine, tra Donald Trump e Giorgia Meloni, chi ha vinto?
Lo scambio di battute più violento della storia delle relazioni tra Stati Uniti e Italia ha visto prevalere l'inquilino della Casa Bianca o la nostra presidente del Consiglio?
La premier ha dato ordine ai suoi di spegnere la polemica. Il 2 luglio, con tutta probabilità, ci saranno anche i ministri Tajani e Salvini al consueto ricevimento dell'ambasciata Usa a Roma in vista della Festa dell'Indipendenza. E nessuno più risponderà alle provocazioni che arrivano da Oltreoceano.
Il messaggio è che le relazioni tra Italia e Usa devono essere preservate. Che, tutt'al più, ad oggi, sono rovinate solo quelle personali tra Donald Trump e Giorgia Meloni.
Ma intanto: chi dei due ha vinto il duello a colpi di interviste e tweet che si è scatenato nei giorni scorsi?
Secondo tutti gli analisti, era dal 1985, dalla crisi di Sigonella che vide protagonisti Bettino Craxi e Ronald Reagan, che i rapporti tra Italia e Stati Uniti non toccavano un livello così basso.
Lo scontro ha avuto inizio venerdì scorso, 19 giugno, dopo una breve intervista telefonica che Donald Trump ha concesso a La7 in cui ha raccontato il faccia a faccia con Giorgia Meloni al G7 in modo sprezzante.
Il presidente ha detto che Meloni gli avrebbe chiesto insistentemente una foto e che lui avrebbe accettato solo perché le faceva “pena”.
A quel punto, la premier l'ha smentito con un video: quanto dichiarato da Trump era “totalmente inventato”. E lei era rimasta “allibita”:
Sta di fatto che la polemica non si è fermata lì: Trump ha continuato ad attaccare l’Italia, collegando il caso ai rapporti tra Roma e Washington e alla mancata disponibilità italiana sulle basi militari in relazione ai raid Usa contro l’Iran.
A questo punto, Meloni ha deciso di rispondere per la seconda volta a Trump con questo post
Giorgia Meloni, quando ha deciso di rispondere a Donald Trump, ha incassato la solidarietà anche del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre che delle forze politiche della sua maggioranza.
Con accenti diversi, le è arrivata la solidarietà anche da parte delle opposizioni. Ma fino a un certo punto. Avs, Pd e Movimento Cinque Stelle, seguiti a stretto giro da Matteo Renzi, subito le hanno rinfacciato il tentativo di fare da pontiera tra Europa e America fin dalla crisi dei dazi.
Del resto, "l'unità dell'Occidente" è l'obiettivo che ancora oggi Giorgia Meloni vuole perseguire.
Ma intanto: gli italiani che idea si sono fatti del suo scontro con Trump?
È stata la conseguenza dell'autonomia che la premier ha rivendicato per l'Italia anche nei confronti dello storico alleato Usa o è stata la conseguenza di un atteggiamento troppo subalterno alla Casa Bianca?
Ieri, due giorni dopo il botta e risposta finale, sono iniziati a uscire i primi sondaggi. E dicono che gli italiani stanno con il loro presidente.
Del resto, un vecchio adagio che si rispolvera in questi casi recita così:
Il sondaggio di Demopolis diffuso ieri dal TgLa7 ha evidenziato che la popolarità di Giorgia Meloni dopo lo scontro con Trump è aumentata.
Nello specifico: nel gennaio 2025 era pari al 47%; un anno dopo, nel gennaio 2026, al 43%; nel maggio 2026 è scesa al 38%. Ma a giugno, dopo il braccio di ferro con l'inquilino della Casa Bianca, si è rimpennata toccando il 40%.
E quella di Trump? La popolarità del presidente degli Stati Uniti in Italia non è mai stata così bassa: a gennaio 2025, al momento dell'insediamento, era al 42%; un anno dopo, nel gennaio 2026, al 25%; a maggio 2026 già era precipitata al 14%. Ora, invece, boccheggia all'11%.
Il braccio di ferro, quindi, sembra proprio essere stato vinto dal nostro presidente del Consiglio che ha guadagnato 2 punti di popolarità mentre il presidente americano ne è uscito con le ossa rotte lasciando sul campo 3 punti.
In ogni caso, ora è tempo di voltare pagina.