22 Jun, 2026 - 14:07

Wimbledon 2026, Serena Williams sfida il tempo: a 44 anni torna nel tabellone di singolare

In collaborazione con
Christian Mocerino
Wimbledon 2026, Serena Williams sfida il tempo: a 44 anni torna nel tabellone di singolare

La notizia era nell’aria già da qualche settimana, adesso è diventata realtà.  Serena Williams ha deciso di riprovare l’avventura in singolare a Wimbledon, a quattro anni dalla sua ultima apparizione.

In queste settimane di avvicinamento ai Championships, Serena ha provato a testare il suo corpo, mettendosi alla prova in doppio. Prima al Queen's in coppia con con la canadese Victoria Mboko: Le due hanno vinto il primo match, ma poi si sono ritirate dal torneo a causa di un infortunio della canadese. Successivamente, l’americana è scesa in campo a Berlino, insieme alla ceca Karolína Muchová, uscendo però al primo turno del tabellone di doppio.

Adesso, per la 23 volte campionessa Slam, è arrivato il momento di tornare a calcare i campi in erba della 139ª edizione di Wimbledon, sia nel doppio insieme alla sorella Venus sia nel singolare. Scopriamo come si è arrivati a questo appuntamento, tra chi considera il suo ritorno una splendida notizia per il tennis mondiale e chi, invece, lo interpreta come una scelta dettata più dal desiderio di rimettersi sotto i riflettori che da reali ambizioni sportive.

Palmares e i record della regina

Se questa sia o meno l’ultima volta della stella americana ai Championships, solo il tempo lo dirà. Sicuramente, dal debutto nel 1998, quando una sedicenne proveniente dagli Stati Uniti debuttò nel tabellone principale raggiungendo subito il terzo turno, fino al ritorno nel 2026 a 44 anni, la storia di Serena Williams a Wimbledon attraversa quasi tre decenni di tennis.

Se dovessimo ripercorrere l’avventura di Serena a Wimbledon, un momento cardine fu sicuramente il 2002. In finale sconfisse la sorella Venus Williams con il punteggio di 7-6(4), 6-3, conquistando il suo primo titolo ai Championships e il quinto Slam della carriera.

Quella vittoria ebbe anche un valore storico perché permise a Serena di diventare per la prima volta numero 1 del mondo, completando inoltre il cosiddetto "Serena Slam" tra il 2002 e il 2003, con quattro titoli Major consecutivi non nello stesso anno solare.

Serena Williams torna nel torneo che più di ogni altro ha segnato la sua carriera: sull’erba londinese ha conquistato sette titoli di singolare tra il 2002 e il 2016, disputando complessivamente undici finali e diventando una delle più grandi campionesse della storia di Wimbledon.

Non solo il record dei sette titoli in singolare: Serena  ha costruito a Wimbledon una leggenda anche insieme alla sorella Venus. Le due hanno trionfato sei volte nel doppio femminile, parte di un bottino complessivo di 14 Slam conquistati in coppia, senza mai perdere una finale Major.

La 23 volte campionessa Slam, inoltre, è abituata alle sfide. Ricordiamo che, dopo meno di un anno dalla maternità, ha raggiunto quattro finali Slam da mamma, tornando a giocare ai massimi livelli a meno di un anno dalla nascita della figlia. È inoltre l’unica tennista dell’era Open ad aver conquistato uno Slam durante la gravidanza: il trionfo agli Australian Open 2017 arrivò quando era già incinta della figlia Olympia.

Serena e quel ritiro mai chiamato ritiro

nel 2022 Serena Williams aveva già iniziato a fare i conti con il tempo e con il fisico. Dopo aver saltato i primi due Slam della stagione, tornò a Wimbledon,  il suo primo Slam dopo un anno di stop. Dove uscì al primo turno contro Harmony Tan, la sua prima vera sconfitta al primo turno All’ England Club perché nel 2021 Serena perse al primo turno, ma non fu una vera sconfitta: contro Aliaksandra Sasnovich si ritirò per un infortunio alla gamba dopo pochi game. Il suo ultimo ballo arrivò allo US Open: davanti al pubblico di New York raggiunse il terzo turno, eliminando anche la numero 2 del mondo Anett Kontaveit, prima della sconfitta contro Ajla Tomljanović. A fine anno la sua classifica era scesa fino alla posizione numero 320, ma aveva dimostrato al mondo di essere già una leggenda senza tempo.

L’americana però non ha mai annunciato ufficialmente il ritiro anche se si dava per scontato, Nell’agosto del 2022, in un articolo pubblicato su Vogue, la campionessa americana annunciò quello che sembrava essere il suo addio alle competizioni, anche se non volle mai parlare apertamente di ritiro.

“I have never liked the word retirement” (“Non mi è mai piaciuta la parola ritiro”), scrisse Serena, spiegando che preferiva definire quel momento come un’evoluzione: “Forse la parola migliore per descrivere quello che sto facendo è evoluzione. Sto andando oltre il tennis, verso altre cose che sono importanti per me”.

Infatti dopo la sconfitta allo Us Open disse “Penso che mi allontanerò dal tennis, ma non mi ritirerò”. Una frase che, vista a distanza di anni, sembra quasi anticipare il ritorno del 2026.

Il ritorno della leggenda tra applausi e interrogativi

Serena non ha resistito al richiamo  del profumo dei campi in erba londinese. La domanda che molti appassionati si pongono, però, è una sola: cosa può dare ancora Serena Williams al tennis?

Le prime uscite di avvicinamento a Wimbledon non hanno mostrato una Serena già al massimo della condizione. Il ritorno in campo è servito soprattutto a testare il fisico e a ritrovare le sensazioni sull’erba, ma i risultati non hanno ancora fornito certezze sulla sua competitività in singolare.

La stessa campionessa americana aveva inizialmente frenato sull’ipotesi di un ritorno individuale, spiegando che sarebbe servita una preparazione specifica: “Probabilmente dovrò allenarmi ancora un po’ se voglio giocare il singolare”.

Ora bisognerà vedere anche quale sarà il suo percorso nel tabellone. La possibilità di affrontare subito una delle migliori giocatrici del mondo è concreta: nomi come Rybakina, Gauff, Sabalenka o Swiatek rappresenterebbero sfide affascinanti ma estremamente complicate. Allo stesso tempo, anche un esordio contro un’avversaria meno quotata non garantirebbe un cammino semplice, considerando il lungo periodo lontano dal singolare.

Ed è proprio qui che nasce il dibattito. Per alcuni il ritorno di Serena è una splendida occasione per rivedere in campo una delle più grandi campionesse della storia. Per altri è una scelta che rischia di trasformarsi in una passerella nostalgica più che in una vera sfida sportiva.

Ma la domanda resta: perché continuare?

Serena Williams lo ha ribadito più volte: dopo 23 titoli Slam e una carriera che l’ha consacrata tra le più grandi di sempre, non ha più nulla da dimostrare. Il ritorno a Wimbledon non nasce dalla necessità di completare il suo palmarès, ma dalla voglia di competere ancora una volta sul palcoscenico che più di ogni altro ha segnato la sua storia.

Nella storia del tennis esistono esempi completamente diversi. Flavia Pennetta scelse di ritirarsi nel momento più alto, dopo aver conquistato il suo primo Slam. Pete Sampras chiuse la sua carriera vincendo il 14° titolo Major agli US Open 2002 contro Andre Agassi, entrando nell’immaginario collettivo come uno degli esempi più belli di addio.

Altri campioni hanno invece scelto un percorso diverso. Roger Federer ha provato a tornare più volte dopo i problemi fisici, fino all’ultimo match ufficiale  giocato a Wimbledon contro Hubert Hurkacz, perdendo addirittura l’ultimo set da professionista per 6-0. Rafael Nadal, dopo anni condizionati dagli infortuni, ha salutato il tennis alla Davis Cup Finals 2024 con la Spagna, chiudendo la sua carriera a Malaga.

La questione non riguarda soltanto il tennis, ma tutto lo sport: Valentino Rossi nella MotoGP, Cristiano Ronaldo nel calcio, LeBron James nel basket. Tutti campioni che hanno dovuto confrontarsi con la stessa domanda: quando arriva il momento di dire basta?

Probabilmente il ritiro perfetto non esiste. I grandi campioni spesso vanno oltre il tempo e rappresentano la forma più pura dell’agonismo. A volte, per troppo amore verso il proprio sport, sono disposti anche a rischiare una sconfitta che potrebbe incrinare il ricordo della loro grandezza.

Vedremo se quello di Serena Williams sarà l’ultimo ballo di una carriera immensa, un tentativo di inseguire ancora il record dei 24 Slam e degli 8 Wimbledon, oppure semplicemente l’ennesima dimostrazione di una campionessa che non ha mai saputo smettere di competere.

A Cura di Christian Mocerino

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