22 Jun, 2026 - 15:00

Albania, crescono le proteste contro il resort di lusso di Kushner: il progetto della discordia tra ambiente e politica

Albania, crescono le proteste contro il resort di lusso di Kushner: il progetto della discordia tra ambiente e politica

In Albania proseguono da settimane le proteste contro il progetto di resort di lusso legato a Jared Kushner e Ivanka Trump, che hanno riportato migliaia di persone in piazza e acceso un acceso dibattito politico e ambientale nel paese. Le manifestazioni, iniziate a fine maggio e culminate nella grande mobilitazione del 20 giugno 2026 a Tirana, denunciano la mancanza di trasparenza dell’operazione e l’impatto sulle aree naturali protette della costa meridionale. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione internazionale.

Proteste in Albania contro il progetto di lusso legato a Kushner e Ivanka Trump

Dalla fine del mese di maggio, in Albania sono in corso proteste, soprannominate “Rivoluzione dei Fenicotteri”, contro il progetto di resort di lusso legato al genero di Donald Trump, Jared Kushner, e alla figlia del tycoon, Ivanka.

Il 20 giugno 2026, migliaia di manifestanti sono scesi in strada nella capitale albanese, Tirana, per quelle che sono state le più grandi proteste organizzate nelle ultime settimane contro il complesso alberghiero di lusso. Alle proteste erano presenti anche molti membri della diaspora albanese che si sono uniti rientrando da diversi paesi.

I manifestanti hanno riempito le strade che portano all’ufficio del primo ministro e hanno scandito lo slogan “L’Albania non è in vendita”.

Si tratta delle più grandi proteste nel paese degli ultimi decenni. I manifestanti respingono infatti accordi ritenuti poco trasparenti, privi di consultazione pubblica e caratterizzati da accuse di corruzione.

Il progetto riguarda la costa meridionale dell’Albania, in particolare l’isola di Sazan e la zona protetta di Vjosa-Narta, area di nidificazione per uccelli migratori tra cui i fenicotteri, simbolo delle proteste, e per oltre 70 specie in via di estinzione.

I cittadini e diversi critici nazionali e internazionali hanno espresso forti preoccupazioni ambientali. Le proteste sono iniziate quando i bulldozer hanno cominciato a disboscare aree di foresta e antiche dune per costruire edifici in una zona protetta.

Le tensioni politiche

Parallelamente, la questione ha assunto anche una dimensione politica. Cresce la rabbia nei confronti del primo ministro albanese Edi Rama, che ha sostenuto il progetto citando le opportunità economiche. Molti chiedono anche le dimissioni di Rama ma il primo ministro albanese finora si è dimostrato fermo sulle proprie posizioni e ha ribadito che non si dimetterà.

Edi Rama è stato eletto nelle elezioni del maggio 2025 per un quarto mandato consecutivo. Il primo ministro ha promesso di portare il paese all’adesione all’Unione europea. Le tensioni in Albania si intrecciano quindi anche con le aspirazioni europee del paese.

Il Parlamento europeo è intervenuto con una risoluzione: gli europarlamentari hanno espresso sostegno ai manifestanti e hanno invitato il governo albanese a fermare ulteriori edificazioni nelle aree protette.

Bruxelles fa inoltre pressione su Tirana affinché torni indietro sulle modifiche a due leggi che hanno facilitato grandi progetti immobiliari come quello legato a Kushner: la legge sulle aree protette e la normativa sugli investimenti strategici.

La commissaria per l’allargamento, Marta Kos, il 15 giugno ha dichiarato di aver ricevuto “garanzie dal governo albanese che verrà effettuata una valutazione completa dell’impatto ambientale e che gli standard ambientali europei saranno rispettati”.

Proteste internazionali

Le proteste in Albania hanno aperto anche un più ampio dibattito: alcuni critici accusano una “élite globale” di voler sfruttare le risorse naturali del paese. Tutto ciò avrebbe messo in evidenza anche altre disuguaglianze sociali ed economiche già presenti.

Le manifestazioni, che hanno superato i 21 giorni, si sono estese oltre i confini dell’Albania e sono state organizzate dalla diaspora in diverse parti del mondo, come Italia, Francia, Germania, Canada, Australia e Stati Uniti.

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