Le dimissioni di Keir Starmer, annunciate il 22 giugno 2026 nel corso di un discorso alla nazione, segnano una svolta per la guida del governo britannico e aprono ufficialmente la corsa alla successione alla leadership del Partito Laburista. La decisione arriva al termine di settimane di crescenti tensioni politiche. Sullo sfondo resta il risultato delle elezioni del 2024, che avevano riportato i laburisti al governo dopo 14 anni di opposizione, mentre si riapre la partita sugli equilibri politici a Downing Street e all’interno del partito.
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha annunciato le proprie dimissioni nel corso di un discorso tenuto nella mattina del 22 giugno 2026. Il leader laburista ha inoltre affermato di aver parlato con re Carlo III.
Il Partito Laburista guidato da Keir Starmer ha vinto le elezioni parlamentari del 2024. Il trionfo dei laburisti ha segnato una svolta storica, ponendo fine a 14 anni consecutivi di governi conservatori.
Starmer nel suo discorso ha infatti ricordato il ritorno del suo partito alla guida del paese.
"Un nuovo governo laburista, il primo in 14 anni. Dopo anni di delusioni e disperazione, si è voltata pagina nella storia del nostro Paese, aprendo la strada alla possibilità di cambiare in meglio la vita di milioni di persone", ha affermato Starmer.
Starmer ha difeso il lavoro svolto per trasformare il Partito Laburista:
Nelle ultime settimane, soprattutto dopo le elezioni locali tenutesi nel mese di maggio, si sono moltiplicate le voci contro la leadership di Keir Starmer. Diversi ministri hanno presentato le proprie dimissioni dopo la tornata elettorale che ha visto il trionfo del partito di estrema destra Reform UK.
A giugno, il ministro della Difesa, John Healey, e il ministro delle Forze Armate, Al Carns, si sono dimessi dai propri incarichi. Questa situazione ha indicato un ulteriore segnale di indebolimento di Starmer al potere.
Starmer ha più volte respinto le ipotesi di dimissioni, tuttavia, la pressione su di lui è aumentata. Dopo la vittoria del laburista Andy Burnham alle suppletive di Makerfield, si sono intensificate le voci su una sua possibile sfida alla leadership del Partito Laburista.
Nel discorso del 22 giugno, Starmer ha dichiarato di accettare "con serenità" di non essere la figura più adatta a guidare il Partito Laburista alle prossime elezioni.
"La domanda che il mio partito si pone ora è se io sia la persona più adatta a guidarci verso le prossime elezioni generali. Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e la accetto di buon grado", ha dichiarato Starmer.
Keir Starmer ha anche parlato delle tempistiche del cambio di leadership.
Starmer ha spiegato che il nuovo primo ministro entrerà in carica a metà luglio o, nel caso di una competizione tra più candidati, entro la fine di agosto. La pausa estiva della Camera dei Comuni inizia il 16 luglio e la ripresa dei lavori è prevista per l'1 settembre.
Si prevede che, se Andy Burnham non avrà avversari, potrebbe diventare il prossimo premier britannico e leader dei laburisti a partire da metà luglio. Nel caso di una corsa con più candidati, il periodo si allungherebbe, anche se non è immediatamente chiaro chi potrebbe correre contro Burnham. Tra i possibili candidati figura l'ex ministro della Salute Wes Streeting, anche lui recentemente dimessosi dal governo Starmer.
Il periodo delle dimissioni di Starmer è delicato su più fronti. Oltre al cambiamento di leadership a Downing Street, il premier britannico ha due appuntamenti fondamentali nel mese di luglio. Il 7 luglio si terrà il vertice della NATO, a cui si prevede che parteciperà Starmer.
Al vertice di reset dell'UE, che si terrà il 22 luglio, resta invece incertezza su chi sarà in carica: se Starmer oppure un nuovo leader.