È oggi, 22 giugno 2026, la prima data utile per l'avvio degli esami orali della Maturità. Dopo le prove scritte - dedicate all'accertamento delle conoscenze acquisite in italiano e in una delle materie specifiche dell'indirizzo di studi - gli oltre 500mila maturandi italiani dovranno comparire davanti alla commissione esaminatrice per l'ultimo colloquio, da molti il più temuto. Una prova che quest'anno assume ancora più peso con le modifiche introdotte dalla riforma del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Facciamo il punto.
L'esame orale diventa, con la riforma, uno dei punti centrali della Maturità. Non si tratta più di una semplice interrogazione su singole materie, ma di una prova strutturata, che mira a verificare, oltre all'apprendimento delle quattro discipline individuate annualmente dal Ministero, la capacità degli studenti di fare collegamenti, costruire ragionamenti, e "il grado di maturità raggiunto".
Elemento importante della nuova impostazione riguarda il curriculum complessivo di ogni maturando: la commissione - composta da un presidente, due commissari esterni e due interni all'istituzione scolastica - è chiamata a tenere conto
Il colloquio si apre generalmente con la presentazione, da parte dello studente, di una riflessione personale. Si passa poi alla discussione delle quattro discipline d'esame, che variano in base all'indirizzo e sono definite dal Ministero. L'unica materia fissa è l'italiano, a cui si aggiunge quella scelta per la seconda prova (nel caso dei licei Scientifico e Classico, quest'anno matematica e latino).
L'ordine degli esami è stabilito tramite l'estrazione di una lettera alfabetica da parte delle commissioni nella riunione plenaria. Poi la definizione del calendario, comunicato agli studenti tramite il registro elettronico e/o la segreteria scolastica. La durata non è rigidamente fissata, ma si colloca generalmente tra i 40 e i 60 minuti, con possibili variazioni legate all'organizzazione di ogni singola scuola e all'andamento della prova.
Il punteggio massimo attribuibile è di 20 punti, che si sommano ai 20 della prima e della seconda prova e ai 40 crediti maturabili nel corso del triennio. Una delle novità riguarda l'obbligatorietà: non sarà più possibile sedersi e fare "scena muta" davanti agli insegnanti. In caso di mancata partecipazione o di rifiuto, si rischia infatti la bocciatura, anche qualora lo studente abbia ottenuto, grazie agli scritti, la votazione minima di 60. Altra novità riguarda l'obbligo, per gli studenti con voto di condotta pari a 6, di presentare e discutere un elaborato su un tema di cittadinanza attiva.
E la terza prova? Non è più prevista per la totalità dei maturandi, come fino al 2018/2019 valeva per il "quizzone" introdotto alla fine degli anni Novanta con la riforma Berlinguer.
Ad affrontarla sono solo gli iscritti a specifiche tipologie di istituti e percorsi formativi. In particolare:
La prova è articolata in due parti: una dedicata alla lingua e letteratura francese e una alla storia. Si terrà il 25 giugno 2026 alle ore 8.30, con una sessione suppletiva in programma il 7 luglio per i candidati che non abbiano potuto sostenerla prima per motivi gravi e documentati, come ricoveri ospedalieri o problemi familiari. Manca poco, ormai, alla fine.