In manette questa volta finisce il carcere, è quello fiorentino di Solliciano, che ha visto la chiusura di un’ampia parte per le condizioni igieniche e strutturali che lo fanno assomigliare a un lager. Ma entro la fine del 2026 potrebbe essere ridotto o svuotato. È questa la prospettiva indicata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto al question time in Senato per affrontare il futuro della struttura penitenziaria fiorentina, da tempo al centro del dibattito a causa delle sue condizioni. Nordio ha parlato di una situazione “sedimentata non negli anni, ma nei decenni. Il piano carceri vedrà per prima questa struttura essere, in un certo senso, ridotta o addirittura svuotata appena avremo i posti disponibili, probabilmente entro la fine dell’anno”.
Sulle dichiarazioni del ministro è intervenuta anche la sindaca di Firenze Sara Funaro: “Avevo già scritto a Nordio tramite email. Mi auguro che questa prospettiva possa essere davvero da realizzare per fare in modo da arrivare a uno svuotamento del carcere e poi poter ragionare sul futuro. Su una base di intervento radicale noi ci siamo per confrontarsi per il bene della nostra città, per il bene di chi lavora, delle persone che sono detenute perché ricordiamoci che una detenzione dignitosa è quella che può portare a percorsi di reinserimento. Una detenzione in uno stato così degradato come questo non porta altro che a un aumento della recidiva. Questo non fa bene a nessuno. Siamo disponibili al confronto e al dialogo, anzi auspichiamo che ci possa essere nel più breve tempo possibile un confronto con tutti gli attori istituzionali per avere un carcere che sia dignitoso in una città come Firenze”. Se dalle parole si passerà ai fatti lo vedremo nei prossimi mesi, perché la scadenza di fine anno indicata dal ministro Nordio è molto precisa e ravvicinata.