20 Jun, 2026 - 10:22

Sarah e Alisya scomparse a Civitella Alfedena, cellulari "segreti", auto e persone sospette: le piste

Sarah e Alisya scomparse a Civitella Alfedena, cellulari "segreti", auto e persone sospette: le piste

Non si hanno ancora notizie di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, nella notte tra il 6 e il 7 giugno scorso. Diversi gli elementi su cui si concentra l'attenzione degli investigatori. I fascicoli d'inchiesta aperti dalla Procura di Sulmona sono due: uno per sottrazione di minori contro ignoti; l'altro per abbandono nei confronti dei titolari della struttura che ospitava le ragazze.

Le parole del procuratore e le immagini delle telecamere

Secondo quanto ricostruito finora, le due sorelle si sarebbero allontanate dalla casa famiglia "Ofh Hope" sfruttando una finestra rotta della struttura. Le ultime immagini che le ritraggono risalgono alle 21.26 di sabato 6 giugno: sono entrambe vestite di nero, con sneakers bianche ai piedi, e si trovano fuori da un bar. Cosa sia successo dopo è ancora da ricostruire. Il procuratore Luciano D’Angelo, intervistato da Il Corriere della Sera, spiega oggi che:

virgolette
Quella notte, all'orario compatibile con la scomparsa, le telecamere inquadrano tre auto. Ma [...] un po' per la scarsa qualità delle immagini, un po' per l'illuminazione, le targhe non sono visibili. Si distingue solo il tipo di macchina. Ma non essendo Ferrari o Bugatti la ricerca si complica.

Le ipotesi al vaglio sono tante, dall'allontanamento volontario (con possibile aiuto esterno) al sequestro di persona. 

Telefoni segreti e tabulati: l'attenzione sugli ultimi segnali

Nel corso di uno dei sopralluoghi nella stanza delle ragazze, gli investigatori hanno trovato qualche giorno fa dei bigliettini cifrati che le due avrebbero utilizzato per comunicare con l'esterno. Ma l'attenzione si concentra anche sui tre telefoni "segreti" che le minori avrebbero avuto con loro al momento dell'allontanamento: due sono intestati a un uomo di origini kosovara e al compagno della madre di Sarah e Alisya; l'ultimo segnale risale a mercoledì 10 giugno ed è stato captato nel Parco Nazionale d'Abruzzo.

Sotto analisi anche i dispositivi elettronici utilizzati dagli ospiti della struttura e quindi anche dalle sorelle prima che scomparissero. Proseguono, intanto, le ricerche di carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e volontari. L'unica traccia per ora riconducibile alle ragazze sembrava essere un fermaglio rosso ritrovato su un sentiero nel bosco adiacente alla casa famiglia, secondo un'amica appartenente alla più piccola delle sorelle. Fermaglio che il padre, Stefano Di Giacinto, al momento unico genitore con responsabilità legale, non ha però riconosciuto.

Il fermaglio rosso ritrovato su un sentiero nel bosco vicino alla casa famiglia (Ansa)

Quella testimonianza sulle persone sospette in paese

Il fidanzato 18enne di Alisya - un ragazzo di origini egiziane ospite in passato della stessa comunità - ha dichiarato che le due si troverebbero "in un luogo segreto insieme ad un loro parente". Affermazioni su cui si sta cercando di fare luce. A cui se ne sono poi aggiunte altre, che potrebbero essere rilevanti per scoprire quanto accaduto.

Una commerciante avrebbe infatti raccontato ai carabinieri di aver notato, nei giorni precedenti alla sparizione delle due sorelle, "due persone sospette" aggirarsi in paese. Si tratterebbe di due uomini che, secondo la testimone, si sarebbero "avvicinati al bancone e, pensando di non essere osservati" avrebbero "preso delle caramelle, che stavano per mettere in tasca".

"Quando si sono accorti della nostra presenza - le parole della donna, riportate dall'Ansa - le hanno riposte e hanno ordinato due calici di vino rosso. Parlavano tra loro e al telefono, anche in modo concitato, guardandosi spesso intorno [...]. Ho chiesto cosa facessero in zona e mi hanno risposto che erano lì per perlustrare il territorio. Ho poi saputo che sarebbero stati visti anche in altre occasioni". 

L'appello resta sempre lo stesso: mettersi in contatto con le autorità in caso di informazioni utili. "In questi dodici giorni Alisya e Sarah sono diventate, simbolicamente, le figlie di tutta Italia", scrive sui social Alessia Natali dell'Associazione Penelope, in prima linea fin dal principio. "Ma proprio per questo dobbiamo evitare di trasformare la vicenda in una tifoseria". 

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