19 Jun, 2026 - 19:58

Il caso Branchini rianima Canale 122: "Svasate quella diga, lì sotto c'è la verità!"

Il caso Branchini rianima Canale 122: "Svasate quella diga, lì sotto c'è la verità!"

La misteriosa e drammatica scomparsa di Riccardo Branchini, il diciannovenne svanito nel nulla nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024, è tornata al centro dell'ultimo appuntamento con "Scomparsi", il programma di approfondimento giornalistico in onda su Canale 122. In una puntata contraddistinta da una profonda tensione civile e da un altissimo impatto emotivo, la redazione ha scelto di riaccendere con forza i riflettori su un caso che rischia drammaticamente di scivolare verso i binari morti dell'archiviazione, offrendo al pubblico elementi di analisi totalmente inediti.

Per l'occasione, la direzione del programma ha compiuto una scelta eccezionale che deroga temporaneamente alla sua rigorosa e consolidata linea editoriale. Canale 122, da sempre ancorato al giornalismo d'inchiesta basato su riscontri scientifici, atti giudiziari e verifiche documentali, ha infatti deciso di accogliere in studio la testimonianza della medium Gabriella De Portillo, autrice di un video sul web che ha scosso l'opinione pubblica. Si è trattato di una decisione insolita per il canale, che di norma rifiuta categoricamente l'inserimento di figure non istituzionali per evitare derive sensazionalistiche. Tuttavia, l'intervento è stato fortemente apprezzato e condiviso dalla madre di Riccardo, Federica Pambianchi, mossa dalla ferma determinazione di esplorare qualsiasi strada e di non lasciare nulla di intentato pur di mantenere vivo l'interesse mediatico e giudiziario sul destino di suo figlio.

Al di là delle suggestioni e del dibattito, il cuore pulsante della trasmissione è rimasto rigidamente ancorato ai fatti concreti e materiali. La posizione di Federica Pambianchi è apparsa più che mai nitida e coraggiosa: la donna, pur continuando a sperare con tutte le sue forze e contro ogni evidenza di poter ritrovare il figlio ancora in vita, esige che venga fatta piena luce sul fondale della diga del Furlo. È in quella esatta porzione di territorio, infatti, che venne rinvenuta l'auto del ragazzo, contenente tutti i suoi effetti personali (portafoglio, documenti, denaro, chiavi, scarpe e zaino). Per escludere con certezza scientifica lo scenario più buio e poter eventualmente battere altre piste investigative, la famiglia chiede da mesi e con assoluta urgenza lo svaso totale dell'invaso.

L'inchiesta giornalistica di "Scomparsi", supportata dai servizi dall'autore e inviato Antonio Preziosi, ha inoltre portato alla luce un quadro documentale inquietante. Sono state mostrate immagini esclusive e segnalazioni anonime che denunciano la presenza sul fondale della diga di enormi ammassi di tubi, detriti e materiali di scarto accumulatisi nel tempo, in parte trascinati a valle fino a 25 chilometri di distanza a causa della devastante alluvione di Cantiano del 2022. La presenza di questi macro-rifiuti non solo ostacola materialmente le normali ispezioni subacquee e visive, ma solleva un gravissimo allarme ambientale per l'ecosistema ittico e per la salute pubblica, qualora quelle acque venissero rimesse in circolo.

Di fronte a questo insormontabile stallo istituzionale, Federica Pambianchi ha deciso di rivolgersi direttamente ai vertici dello Stato, indirizzando una lettera aperta e accorata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per richiedere un intervento ispettivo immediato. Canale 122, nel ribadire la propria vicinanza alla famiglia Branchini, rinnova il proprio impegno giornalistico a non spegnere i riflettori e a continuare la ricerca della verità, convinto che il dovere della cronaca sia quello di dare voce a chi non intende arrendersi al silenzio della burocrazia.

 

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