L'inchiesta sul delitto di Garlasco ha registrato un'accelerazione nelle ultime settimane. Secondo la procura di Pavia, che ha chiuso le indagini preliminari su Andrea Sempio, disponendo però una consulenza psichiatrica sul 38enne, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa dopo un rifiuto a un approccio sessuale.
Accuse respinte dall'indagato, che continua a dichiararsi innocente: sono state depositate le consulenze della difesa per controbattere a quanto emerso dagli atti dei pm pavesi.
Intanto Alberto Stasi, dopo oltre dieci anni di detenzione, ha lasciato il carcere di Bollate dopo aver ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali. Questa decisione non è però collegata alla richiesta di revisione del processo, che deve ancora essere presentata dai suoi legali.
TAG24 ha intervistato il documentarista e giornalista investigativo Luigi Grimaldi sulle ultime novità dell'inchiesta a partire proprio dalla scarcerazione di Stasi: non una novità rispetto al percorso già previsto (consentito dalla legge per pene, anche residue, fino a tre anni, elevabili a quattro in specifici casi), ma sicuramente un dato "incoraggiante". "Non si può dire che sia un passo avanti, ma avrebbe potuto essere un passo indietro, e così non è stato", sottolinea.
Secondo la Procura di Pavia, Andrea Sempio avrebbe visto i video intimi che Chiara Poggi aveva girato con il fidanzato Alberto Stasi: da qui, sempre secondo i pm, sarebbe nata in lui una sorta di "ossessione", culminata in un approccio sessuale rifiutato e poi nel delitto.
Per Luigi Grimaldi la motivazione sarebbe "molto più sfumata". Nel soliloquio dell'indagato, intercettato in auto nel 2025, in cui sembrerebbe parlare proprio del filmato, "si coglie un qualcosa che sembra ricattatorio nei confronti di Chiara, del tipo: 'Ah, fai la dura, ma il video ce l’ho io, adesso ti faccio vedere'”.
Questa dinamica non si riduce a una semplice "infatuazione" scatenata dalla visione di materiale intimo. "Sia i pubblici ministeri che i carabinieri fanno riferimento a quello che è il substrato culturale di Sempio. I suoi scritti e il fatto che abbia dichiarato di essere stato satanista durante gli anni delle scuole superiori, quindi in epoca vicina al delitto, fanno pensare che questo approccio sessuale possa avere anche altre motivazioni" spiega.
Il documentarista e autore TV sottolinea un ulteriore dettaglio: "Nella contestazione del capo di incolpazione, per ciò che rigarda le aggravanti, si parla di crudeltà, ma anche di motivi abbietti. Di solito, per questi casi, vengono contestati i motivi futili, non abbietti, che devono avere una radice etica, morale, culturale o religiosa. Quindi da questo punto di vista, secondo me, nel tempo alcune cose si metteranno a fuoco molto meglio. E se non succederà adesso, sicuramente accadrà durante il dibattimento, che secondo me ci sarà". C'è spazio per altre sorprese, anticipa.
Gli indizi devono poggiare su tre gambe, evidenzia Luigi Grimaldi: "essere certi, convergenti e senza spiegazioni alternative".
Gli indizi a carico di Sempio possono essere classificati secondo due diversi criteri. "Una prima divisione è di carattere temporale, perché il peso degli indizi cambia anche rispetto alla collocazione in relazione all'omicidio. Quindi ci sono dei fatti che sono attribuiti come indizi di colpevolezza coevi del delitto, altri precedenti al delitto e altri ancora che sono successivi al delitto" spiega. "Poi c'è un altro tipo di suddivisione che possiamo fare di questi indizi, che è duplice. Da un lato abbiamo gli indizi di carattere tecnico-scientifico, e dall'altro gli elementi di carattere ideologico-investigativo".
Tra gli elementi tecnici, ce ne sono alcuni che Grimaldi reputa molto forti: "Ad esempio il discorso della quadratura che viene fatta tra la BPA e i rilievi di medicina legale sulle misure di Sempio, effettuati con strumentazioni moderne al millesimo di millimetro, inserite nel contesto temporale in cui viene ricostruita l'azione omicidiaria. Da questo punto di vista, secondo me, la pistola fumante c'è, soprattutto se pensiamo poi a tutta quella serie di contraddizioni che emergono nella parte che precede il delitto e in quella successiva al delitto".
La decisione della procura di richiedere una consulenza psichiatrica su Sempio — valutazione che si svolgerà senza colloqui diretti ma sulla base della documentazione e dei contenuti pubblicati online — è letta da Grimaldi come un passaggio scontato. "Questa operazione serve anche a collocare il movente nella giusta luce" osserva.
Molte affermazioni di Sempio non vengono chiarite, sottolinea l'intervistato: "Dice di essere satanista, ma non ne parla mai; come se ci fosse un segreto quasi impenetrabile anche per se stesso".
Grimaldi infine richiama l’attenzione su altre vittime o figure collaterali del caso, come la morte di Michele Bertani o di Sasha Pinna, che a suo avviso "non convince" in alcune ricostruzioni. Elementi che, inseriti in un quadro d'insieme, potrebbero fornire ulteriori chiavi di lettura.