19 Jun, 2026 - 09:41

Elezioni Milano 2027, centrodestra in cerca del candidato: Lupi cresce, Salvini teme Vannacci

Elezioni Milano 2027, centrodestra in cerca del candidato: Lupi cresce, Salvini teme Vannacci

A Milano la campagna elettorale non è ancora iniziata, ma nel centrodestra è già scoppiata la guerra di successione. Il vero avversario, per ora, non è il centrosinistra. Sono gli alleati.
Dietro le quinte si consuma una partita che coinvolge Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Matteo Salvini e Forza Italia. Una partita nella quale il presidente del Senato sta giocando un ruolo da protagonista assoluto.
Il primo risultato l'ha già ottenuto: congelare le ambizioni di Carlo Fidanza. L'eurodeputato di Fratelli d'Italia, considerato per mesi il candidato naturale della destra milanese, è stato progressivamente accantonato. Troppo identitario, troppo divisivo, troppo poco spendibile verso quel mondo moderato che continua a decidere le elezioni sotto la Madonnina.
E così La Russa ha iniziato a spingere apertamente il nome di Maurizio Lupi. Non una candidatura ufficiale, ma quasi. Quando il presidente del Senato dice di "apprezzare" il leader di Noi Moderati, il messaggio arriva forte e chiaro ai piani alti della coalizione.


MELONI PRENDE TEMPO E MARINA OSSERVA


Il problema è che la benedizione di La Russa non basta.
Giorgia Meloni continua a non mostrarsi particolarmente entusiasta dell'ipotesi Lupi. La premier sa che Milano è una partita delicatissima e non vuole trasformare la scelta del candidato in una resa dei conti interna.
Anche Forza Italia mantiene le distanze. Gli azzurri ragionano su un'altra strategia: trovare un profilo capace di parlare alla città delle imprese, delle professioni e della finanza.
Dietro le posizioni ufficiali si intravede anche l'influenza di Marina Berlusconi, da sempre attenta agli equilibri del capoluogo lombardo e poco incline a candidature percepite come troppo politiche.
Per questo gli uomini di Forza Italia continuano a evocare la necessità di un candidato civico. Una formula che però, al momento, assomiglia più a uno slogan che a un progetto concreto.


LA CACCIA AL “CARAVAGGIO” CHE NON SI TROVA


La Russa ha fotografato perfettamente il problema con una battuta che a Milano ha fatto sorridere più di un dirigente politico.
"Dire civico è come dire quadro. Bisogna trovare il Caravaggio".
Traduzione: tutti chiedono il candidato perfetto, ma nessuno sa dove trovarlo.
Da mesi circolano i nomi di imprenditori, manager e personalità della società civile. Flavio Cattaneo, Marco Tronchetti Provera, Ruth Shammah. Figure prestigiose che farebbero felici molti moderati e che potrebbero allargare il perimetro elettorale della coalizione.
Peccato che nessuno di loro sembri intenzionato a lasciare la propria attività per infilarsi nella trincea di Palazzo Marino.
E così il centrodestra continua a discutere del profilo ideale senza riuscire a individuare il volto giusto.


SALVINI TEME LA MOSSA DI VANNACCI


Nel frattempo Matteo Salvini osserva il caos con crescente preoccupazione.
Il leader leghista vorrebbe accelerare i tempi e arrivare rapidamente a una scelta. Non soltanto per ragioni elettorali. A inquietarlo è soprattutto Roberto Vannacci.
L'ex generale continua infatti a costruire la propria struttura politica e potrebbe decidere di annunciare un candidato prima della coalizione tradizionale. Uno scenario che rischierebbe di mettere in imbarazzo soprattutto la Lega, già alle prese con la concorrenza del movimento vannacciano nel suo elettorato storico.
Per questo il Carroccio sta lavorando anche su nomi alternativi, come quello dell'ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada.
Ma il rischio è evidente: mentre tutti discutono, il tempo passa.
E così Milano si trasforma nel simbolo delle contraddizioni del centrodestra. La Russa spinge Lupi, Meloni prende tempo, Forza Italia cerca un civico che non c'è e Salvini guarda con timore alle mosse di Vannacci.
Il risultato è una coalizione che, a oltre un anno dal voto, appare ancora lontana da una sintesi. E sotto la Madonnina, più che una campagna elettorale, è già cominciata una lunga e logorante partita di potere.

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