18 Jun, 2026 - 10:05

Trump ha firmato l'accordo con l'Iran (e ha detto di essere stato più bravo di Obama)

Trump ha firmato l'accordo con l'Iran (e ha detto di essere stato più bravo di Obama)

Secondo i detrattori come l'ex ambasciatore Domenico Vecchioni, dopo tre mesi e mezzo di guerra e di conseguenziali sconquassi economico-finanziari dovuti alla crisi energetica scatenata in mezzo mondo, ha firmato un accordo che rende di nuovo libero uno Stretto, quello di Hormuz, che era libero.

Ma tant'è: poiché non si può lasciarlo, ché non è nemmeno giunto a metà mandato, bisogna prendere Donald Trump così com'è.

Il presidente americano ha posto la sua firma in calce al memorandum d'intesa con l'Iran, ponendo fine alla tensione militare con il regime degli ayatollah: nonostante la morte della Guida Suprema Ali Khamenei arrivata nel primo giorno dei bombardamenti, non c'è stato alcun regime change.

Gli islaministi continuano a fare il bello e il cattivo tempo a Teheran.

In ogni caso: la cerimonia ufficiale si terrà domani, venerdì 19 giugno, in Svizzera. Ma l'accordo entra subito in vigore. E non resta che sperare che il peggio sia effettivamente alle spalle. 

Come è riuscito Trump a chiudere la crisi con l'Iran

Dal suo punto di vista, Trump è uscito da una situazione che ogni giorno di più si faceva difficile e rischiava di minare il suo percorso politico, tanto più che è alla vigilia delle elezioni di mid-term.

Così, combinando pressione militare e negoziati diretti mediati dal Pakistan (con la supervisione della Cina), sembra essere uscito dal tunnel.

Dopo una quarantina di annunci tutti rilevatisi troppo ottimistici, il presidente americano ha firmato con l'Iran un piano di pace in 14 punti dopo, almeno questo è quanto ha affermato, aver quasi "annientato" le capacità energetiche iraniane con i raid aerei. 

La bandiera del successo Trump la sventola grazie alla riapertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, il checkpoint che l'Iran aveva bloccato strangolando di fatto il commercio globale di petrolio e gas.

L'accordo prevede un cessate il fuoco di 60 giorni su tutti i fronti, incluso il Libano, oltre alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alla revoca del blocco navale statunitense.

Teheran, da parte sua, si impegna a non dotarsi dell'arma nucleare, mentre l'uranio già arricchito resterà in Iran sotto controllo internazionale.

Washington, invece, revoca le sanzioni contro l'Iran, sostiene un piano di ricostruzione da almeno 300 miliardi di dollari e garantisce che non perseguirà alcun cambio di regime.

Il ruolo del Pakistan (e della Cina)

Alla fine, ad essere emerso in maniera positiva sullo scenario globale è stato, a sorpresa, proprio il ruolo di un outsider internazionale, il Pakistan.

Il premier Shehbaz Sharif ha proposto inizialmente un cessate il fuoco di due settimane, creando la base per i negoziati diretti a Islamabad.

Trump, a quel punto, ha sospeso per la prima volta gli attacchi agli impianti energetici iraniani per dimostrare buona volontà durante i colloqui.

Ma la triangolazione con Teheran non poteva riuscire senza la regia della Cina, Paese protettore sia del Pakistan che dello stesso Iran.

Perché il presidente Usa ha detto di essere stato più bravo di Obama

Fatto sta che Trump, firmando l'accordo con l'Iran, ha dichiarato più volte che questo memorandum è "di gran lunga migliore" di quello sottoscritto dagli Usa nel 2015, comunemente noto come l'accordo sul nucleare iraniano redatto da Barack Obama e Joe Biden.

Per Trump, quello di undici anni fa è stato "uno dei peggiori accordi mai conclusi":

virgolette
Gli iraniani hanno riso di Obama

Ora, la differenza principale, secondo Trump, è che il suo accordo scongiura una "depressione mondiale" che alcune "persone poco intelligenti" avevano auspicato.

L'uranio arricchito per costruire la bomba atomica? Rimane in Iran, ma sotto controllo, ha garantito l'inquilino della Casa Bianca.

Trump sostiene che mentre Obama ha permesso all'Iran di arricchirlo, il nuovo accordo impone impegni più rigidi a Teheran che, così, non potrà mai perseguire lo sviluppo di armi nucleari.

Trump il boss

E insomma:

virgolette
Il boss sono io

ha sottolineato Trump davanti ai leader del G7, quasi a rivendicare come la sua leadership diretta abbia ottenuto risultati che Obama non aveva raggiunto. 

Con il nuovo accordo, Trump ha detto di aver scongiurato ciò che sarebbe stato un costo economico globale insostenibile. Meglio negoziare con la minaccia costnate di sganciare bombe che con il ramoscello d'ulivo in mano.

Ora - c'è da giurarci - il presidente si aspetta di nuovo che qualcuno lo candidi a Premio Nobel per la Pace. Ma, a tal proposito, meglio che non conti sui falchi Maga: per loro, ha concesso troppo a Teheran. 

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