Lo Studio Ghibli non smette mai di sorprendere. Stavolta, però, l'ha fatto non con un nuovo lungometraggio, ma con un progetto mai visto nella storia della grande casa nipponica: un live action. E non uno qualsiasi.
A essere scelto per la trasposizione è stato il cult "Kiki - Consegne a domicilio", che torna sul piccolo schermo a 37 anni di distanza dalla sua prima apparizione nel lontano 1989. A quanto pare, però, l'enorme successo della pellicola non si è affatto spento nel corso degli anni e adesso la giovane streghetta postina potrebbe ricevere una nuova ondata di popolarità.
Un colpo da maestro per lo studio, che posiziona una nuova pietra miliare nella sua storia. Ma cosa si nasconde dietro questa scelta? Perché adesso e, soprattutto, perché proprio "Kiki - Consegne a domicilio"?
La notizia ha fatto il giro del mondo, lasciando i fan dello Studio Ghibli a bocca aperta. E no, non è l'ennesimo annuncio del Maestro di volersi ritirare.
A segnare un nuovo traguardo nella storia della casa cinematografica è la scelta di mettersi a lavoro su un remake live action di "Kiki - Consegne a domicilio". Il film d'animazione adattato dal romanzo dell'autrice giapponese Eiko Kadono tornerà ufficialmente sul grande schermo in una veste totalmente nuova.
Una decisione piuttosto sorprendente se considerato il background e la filosofia che ha guidato Miyazaki e Co. sin dalla fondazione dell'azienda nel giugno del 1985. Allora come mai questo improvviso cambio di direzione?
La risposta più semplice è l'ondata di entusiasmo per il 40esimo anniversario del franchise, proprio come ha detto Takeo Kodera, direttore direttore delle coproduzioni internazionali di Kadokawa:
Quella più complessa, invece, potrebbe richiedere uno sguardo più ampio. Negli ultimi anni si è intensificata la produzione di sequel, remake, prequel e live action - a discapito di progetti originali, secondo alcuni - che hanno ottenuto reazioni contrastanti da pubblico e critica. A dominare su tutti, in particolare, la Disney con i live action di "Peter Pan" e "La Sirenetta" del 2023 fino agli ultimi "Lilo & Stitch" e "Oceania" (previsto per luglio 2026).
Dunque la scelta di Ghibli si inserisce in pieno in un mercato già saturo e che fino a oggi è stato monopolio quasi esclusivo della Disney-Pixar e Dreamworks, con piccole invasioni di campo da parte di Warner Bros. con "Scooby-Doo" e Paramount Pictures con "Avatar: The Last Airbender" e "Dora and the Lost City of Gold".
Eppure, a differenza dei suoi rivali occidentali, lo Studio Ghibli ha sempre costruito la propria identità su una filosofia profondamente autoriale. Le sue opere non inseguono franchise condivisi o universi espansi, ma racconti originali capaci di mescolare fantasia, crescita personale e riflessioni sul rapporto tra uomo e natura.
A rendere unico il catalogo dello studio è anche l'approccio all'animazione stessa. In un'epoca dominata dalla computer grafica e dalle produzioni seriali, Ghibli ha continuato a difendere il valore dell'animazione tradizionale, trasformando ogni film in un'opera riconoscibile per stile visivo, sensibilità narrativa e cura quasi artigianale dei dettagli.
Nonostante lo shock iniziale, il live action di "Kiki - Consegne a domicilio" potrebbe avere tutte le carte in regole per fare da apripista a futuri remake della Casa nipponica.
All'uscita in sala nel 1989, "Kiki" ha incassato ben 31 milioni di dollari, infrangendo ogni primato precedente, vincendo numerosi premi - tra i quali l'Animage Anime Grand Prix - e guadagnandosi il titolo di primo film Ghibli a ottenere un successo commerciale già al rilascio.
Ma la fortuna della pellicola non si è fermata qui: nel 1997 Disney decise di doppiare il film e proiettarlo in anteprima al Seattle International Film Festival del '98. Inutile dirlo: la VHS vendette oltre un milione di copie e si classificò come ottavo titolo più noleggiato nei Blockbuster nella sua prima settimana.
"Kiki - Consegne a domicilio" era ufficialmente diventato un fenomeno mondiale, avvicinando un pubblico tutto nuovo alle opere di Miyazaki e Takahata.
Certo, i fan più accaniti all'epoca lamentarono alcune differenze di traduzione tra il doppiaggio disneyano e l'originale giapponese. Tuttavia con un budget di meno di 7 milioni di dollari il film è riuscito diventare uno dei prodotti più redditizi per lo Studio Ghibli. Numeri che rendono ancora più significativo l'annuncio del live action: non si tratta di adattare un titolo qualsiasi, ma uno dei film d'animazione più amati.
Al momento non ci sono troppi dettagli sul progetto, ma quello che sappiamo è già abbastanza per accendere l'hype. A lavorare all'adattamento sono BBC Studios Kids & Family, Wheel in Motion e Kadokawa Corporation: tre realtà che insieme puntano a portare "Kiki" sul palcoscenico mondiale.
Il live action non sarà un lungometraggio, bensì una serie da 10 episodi di mezz'ora ciascuno - il che, rispetto ai 102 minuti del film originale, triplica il tempo a disposizione per raccontare la storia. La trama, infatti, sarà tratta principalmente dal primo volume della saga di otto libri di Eiko Kadono, lasciando aperta la porta a eventuali stagioni future.
La sceneggiatura, invece, è affidata alle esperte mani di Irena Brignull, nome dietro "Boxtroll" (nominato sia ai Golden Globe che agli Oscar come Miglior Film d'Animazione) e "Il Piccolo Principe". La stessa sceneggiatrice ha dichiarato di essere onorata di poter lavorare al progetto:
Anche l'autrice Eiko Kadono ha riposto molta speranza nel progetto.
Non mancano, però, i precedenti da tenere a mente: nel 2014 il regista Takashi Shimizu - noto per "Ju-On" - aveva già firmato un live action cinematografico con Fuka Koshiba nel ruolo della strega, che ha ottenuto successo al botteghino, ma non altrettanto tra il pubblico, che lo ha accolto con un punteggio su IMDb di 5.7 e su Rotten Tomatoes al 50%.
Non solo. Il contesto in cui arriva questa serie è tutt'altro che neutro: l'uscita è prevista in un periodo di grande fermento per il fantasy televisivo, con il reboot di "Harry Potter" targato HBO atteso per dicembre. Un confronto inevitabile, considerando che entrambe le serie si rivolgono a un pubblico di adolescenti e giovani adulti appassionati di magia e avventura.
Una sfida in più per "Kiki" ma anche un'opportunità per dimostrare che certe storie non hanno bisogno di bacchette magiche per incantare.