Momenti di tensione in un istituto superiore di Mirandola, in provincia di Modena, dove uno studente ha puntato una pistola, poi rivelatasi un'arma giocattolo, contro uno dei suoi professori.
L'episodio, riportato da La Gazzetta di Modena, sarebbe avvenuto lo scorso 21 maggio.
Secondo quanto riferito dal quotidiano, alcuni studenti si sarebbero avvicinati al docente, seduto in cattedra, prendendolo alle spalle. Uno di loro gli avrebbe puntato la pistola a pallini intimandogli: "Dammi le sigarette o sparo".
Gli studenti si sarebbero poi allontanati, sostenendo che si trattasse di "uno scherzo". Teatro dei fatti l’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, in una classe del primo anno del professionale.
L'insegnante ha segnalato la vicenda tramite una nota sul registro di classe allo studente, descrivendo quanto accaduto e informando il dirigente scolastico.
L'istituto era già balzato agli onori della cronaca per un "incontro di boxe" organizzato nel cortile dell'edificio scolastico solo una settimana prima rispetto a questo nuovo episodio. In quel caso il consiglio di classe aveva deciso di escludere i due studenti dallo scrutinio, determinandone quindi la bocciatura. All'alunno che aveva svolto il ruolo di arbitro erano stati inflitti quindici giorni di sospensione.
Sull'episodio della pistola giocattolo è intervenuta la FLC CGIL di Modena, il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori nei settori Scuola, Università, Ricerca e Afam.
"La FLC di Modena esprime piena solidarietà all’Istituto Galilei di Mirandola, al personale scolastico e al dirigente" si legge su un post pubblicato sulla pagina Facebook dalla segretaria generale Eleonora Verde. "Ci chiediamo però questo: di fronte all’ennesimo episodio che evidenzia un disagio giovanile sempre più diffuso, dopo che ciascuno ha avanzato la propria idea, soluzione o giudizio, arriverà il momento in cui le istituzioni si assumeranno davvero la responsabilità di affrontare il problema?"
Una collaboratrice dell'Istituto ha pubblicato un lungo post su Facebook per esprimere il proprio sostegno al preside e a tutto il personale. "Lavoro in questa realtà da sette anni e ho avuto modo di conoscere da vicino l’impegno quotidiano, la professionalità e la dedizione con cui vengono affrontate le attività educative, organizzative e relazionali" si legge. "Per questo motivo, leggere una rappresentazione della scuola che non corrisponde alla realtà che vivo quotidianamente ha suscitato in me profondo dispiacere".
"Ritengo che il racconto pubblicato presenti una visione parziale e non adeguatamente contestualizzata dei fatti" continua, "rischiando di generare un’immagine distorta di una comunità scolastica che, al contrario, opera ogni giorno con serietà e responsabilità al servizio degli studenti e delle loro famiglie".
A quanto apprende l'AdnKronos da fonti vicine alla scuola, l'arma usata era una pistola giocattolo, contraddistinta dal tipico tappo rosso. L'episodio andrebbe quindi ridimensionato rispetto a quanto emerso finora dalla stampa.
La pistola giocattolo sarebbe stata portata da un compagno di classe e la minaccia al professore sarebbe stata rivolta in tono scherzoso dallo studente, per farsi restituire le sigarette. Il docente avrebbe preso l'arma giocattolo, consegnandola al dirigente.
Inoltre lo studente protagonista della "bravata" è stato bocciato, considerando che aveva già avuto due precedenti sospensioni disciplinari per le troppe assenze durante l’anno.