12 Jun, 2026 - 13:15

Proteste a Belfast, diversi arresti nell'Irlanda del Nord: cosa sta succedendo

Proteste a Belfast, diversi arresti nell'Irlanda del Nord: cosa sta succedendo

Un attacco con coltello avvenuto a Belfast, nell’Irlanda del Nord, ha innescato disordini e proteste in diverse zone. Gli episodi di violenza, seguiti all’aggressione dell’8 giugno, hanno portato a tensioni diffuse, interventi delle forze dell’ordine e misure precauzionali su trasporti, scuole e attività commerciali. Nel corso dei giorni successivi, la situazione è progressivamente rientrata sotto controllo.

Attacco con coltello a Belfast e proteste violente in Irlanda del Nord

Un brutale attacco con coltello avvenuto a Belfast, nell'Irlanda del Nord, ha scatenato due notti di violente proteste alimentate dalla retorica anti-immigrazione.

I disordini sono scoppiati in seguito ad un’aggressione con coltello avvenuta nella serata dell’8 giugno nella capitale nordirlandese, Belfast.

Durante le proteste della serata del 9 giugno sono stati verificati diffusi episodi di violenza in diverse località. Sono state danneggiate case, automobili ed esercizi commerciali. 

Diversi personaggi pubblici e politici hanno condannato gli episodi di violenza.

Il 10 giugno, durante un suo intervento al parlamento, il premier britannico, Keir Starmer, aveva invitato alla calma di fronte alle tensioni della serata precedente:

virgolette
Non c'è alcuna giustificazione per gli atti di violenza e incendio doloso a cui abbiamo assistito ieri sera a Belfast. È assolutamente inaccettabile. Invito alla calma. Dobbiamo lasciare che la polizia svolga il proprio lavoro.

Anche la premier dell'Irlanda del Nord, Michelle O'Neill, ha condannato le violenze.

virgolette
Le scene a cui abbiamo assistito ieri sera sono state a dir poco vergognose. Non c'entra niente la comunità. È teppismo.

Sia O'Neill che Starmer hanno dichiarato che i responsabili saranno chiamati a rispondere delle proprie azioni.

Disordini, misure di sicurezza e intervento della polizia in Irlanda del Nord

Anche il 10 giugno si sono verificati disordini, anche se sono rimasti su livelli inferiori rispetto a quelli della giornata precedente. Le autorità hanno sospeso i trasporti pubblici, mentre alcune scuole hanno chiuso anticipatamente per prevenire eventuali disagi. Anche molte attività commerciali hanno abbassato le saracinesche prima del previsto per motivi precauzionali.

Dopo due notti di disordini, il Servizio di polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI) ha ulteriormente aumentato la propria presenza sul territorio in vista della serata dell'11 giugno. Il dispositivo è stato rafforzato anche dall'impiego di agenti aggiuntivi provenienti da altre forze di polizia del Regno Unito e la serata si è conclusa senza particolari incidenti.

La BBC ha riportato che, l'11 giugno, a nord di Belfast circa 170 persone hanno preso parte ad una protesta, mentre nella zona est di Belfast un centinaio di manifestanti ha bloccato la Newtownards Road. In entrambi i casi, le manifestazioni si sono svolte senza incidenti di rilievo.

Secondo il Belfast Telegraph, nella serata dell’11 giugno in Irlanda del Nord sono state arrestate tre persone. Inoltre, il PSNI ha riferito un totale di 19 arresti complessivi, alcuni dei quali saranno portati davanti alla giustizia. Le forze dell’ordine hanno registrato una diminuzione dei disordini rispetto ai giorni precedenti.

Aggressione a Belfast, il sospettato davanti al giudice

Il 10 giugno, il trentenne cittadino sudanese Hadi Alodid è comparso davanti al tribunale con l’accusa di tentato omicidio, dopo l’aggressione con coltello avvenuta l’8 giugno nella zona nord di Belfast ai danni di Stephen Ogilvie. Il sospettato aveva chiesto asilo nel Regno Unito e, nel 2023, aveva ottenuto lo status di rifugiato. Il caso è stato aggiornato all'8 luglio.

La vittima, un uomo di circa quarant’anni, ha riportato lesioni gravi. Ogilvie ha perso l’occhio sinistro, ha subito danni a quello destro e ferite al collo e alla schiena.

Le immagini esplicite dell’aggressione si sono rapidamente diffuse e hanno fatto il giro dei social media. Le manifestazioni seguite all’attentato sono sfociate in episodi di violenza a Belfast e in varie altre aree.

In precedenza, la famiglia di Ogilvie aveva lanciato un appello alla calma, sostenendo che una "protesta pacifica è l'unica via da seguire".

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