12 Jun, 2026 - 10:16

Sharenting: quando condividere i figli online diventa un rischio reale

In collaborazione con
Aurora Cicco
Sharenting: quando condividere i figli online diventa un rischio reale

Lo sharenting è una pratica sempre più diffusa che riguarda la condivisione online, da parte dei genitori, di contenuti che hanno come protagonisti i propri figli. Si tratta di foto ,video, momenti della quotidianità e, in alcuni casi, anche immagini molto personali come ecografie o situazioni private. Con crescita dei social network, questa abitudine è diventata quasi parte della normalità quotidiana.

Il termine nasce dall’unione di share e parenting, e, quando questa attività diventa costante e ripetuta nel tempo, si parla anche di over-sharenting. In molti casi tutto questo avviene senza una reale riflessione sulle conseguenze, perché ormai pubblicare è diventato un gesto immediato.

Oggi viviamo in un contesto in cui online e offline si sovrappongono, senza una vera distinzione tra le due dimensioni. Proprio per questo, condividere momenti privati sui social appare spesso naturale, ma allo stesso tempo contribuisce a rendere meno visibili i possibili rischi legati alla diffusione dei contenuti.

Identità e traccia digitale 

Uno degli aspetti più centrali dello sharenting riguarda la costruzione dell’identità digitale dei minori. Le immagini e le informazioni pubblicate contribuiscono a creare una traccia online che può restare per anni, anche quando non viene più ricordata da chi l’ha pubblicata.

Tutto questo avviene senza un vero consenso: bambini non hanno la possibilità di decidere e, nella maggior parte dei casi, non sono nemmeno consapevoli di essere rappresentati online. Questo porta a una situazione in cui la loro immagine digitale si forma in modo totalmente esterno alla loro volontà. Questa questione si collega direttamente alla protezione dei dati personali, regolata anche dal GDPR, che riconosce la necessità di tutelare tutti gli individui, compresi i minori, nella gestione delle informazioni online.

I rischi più concreti della condivisione

Uno dei rischi principali è la perdita di controllo sui contenuti una volta pubblicati. Foto e video possono essere scaricati, condivisi o salvati da altre persone senza che i genitori ne siano consapevoli, e questo rende impossibile sapere dove finiranno davvero.

Anche contenuti che sembrano innocui possono essere riutilizzati in contesti diversi da quelli originali oppure modificati digitalmente. Questo aspetto rende la diffusione online particolarmente delicata, perché ciò che viene condiviso non rimane mai completamente sotto controllo. Su questi temi interviene spesso anche il Garante per la protezione dei dati personali, che richiama l’attenzione sull’importanza di proteggere l’identità digitale dei minori e di evitare un’esposizione eccessiva sui social.

Come proteggere i minori online

Affrontare il tema dello sharenting non significa rinunciare alla condivisione, ma farlo con più attenzione e consapevolezza. Un primo passo importante è controllare con cura le impostazioni di privacy dei propri profili social, così da limitare la visibilità dei contenuti pubblicati.

Un’altra attenzione riguarda la scelta delle immagini: è preferibile evitare foto troppo riconoscibili o troppo intime, soprattutto se destinate a una diffusione ampia. Anche la gestione delle informazioni gioca un ruolo fondamentale, perché meno dettagli si condividono, minori saranno i rischi.

Quando i bambini crescono ed avranno capacità di intendere, inoltre, diventa fondamentale coinvolgerli e chiedere il loro consenso prima di pubblicare contenuti che li riguardano. Questo non solo li tutela, ma li rende anche parte attiva del processo.

Necessità di equilibrio 

Lo sharenting è ormai parte della quotidianità digitale, ma spesso viene vissuto senza una reale consapevolezza delle sue implicazioni. Quello che nasce come un gesto affettivo e spontaneo può avere effetti che si estendono nel tempo. Per questo risulta una necessità trovare un equilibrio tra il desiderio di condividere momenti familiari per avverto e orgoglio e il diritto di privacy e intimità dei minori, ricordando che ciò che viene pubblicato online difficilmente scompare davvero.

A cura di Aurora Cicco

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