Ha preso il via ieri, lunedì 8 giugno, il nuovo palinsesto estivo di Canale 122, inaugurato dal debutto della versione estiva di "Incidente Probatorio - Cronache d'Estate". La trasmissione si è presentata al pubblico con uno studio completamente rinnovato, moderno e tecnologico, mantenendo però ben saldo il proprio nucleo editoriale: l'approfondimento giornalistico e il rigore tecnico legati al mondo del crime e della cronaca giudiziaria, lontani da logiche di spettacolarizzazione.
La puntata d'esordio è stata dedicata a uno dei casi giudiziari più discussi d'Italia: il delitto di Garlasco. Ospite d'eccezione in collegamento, l'avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, che ha dato vita a un serrato confronto con gli ospiti in studio e collegati. Al centro del dibattito, la tenuta degli elementi indiziari che portarono alla condanna di Stasi, con un focus specifico sulla presunta conoscenza della villetta dei Poggi da parte dell'imputato. L'avvocata Bocellari ha contestato radicalmente la valenza di tali indizi, rilasciando una dichiarazione netta:
"Al di là delle valutazioni introdotte, soggettive, la chiamata al 118, il tono freddo... queste queste robe qua che non hanno nessun pregio dal punto di vista, diciamo, processuale, probatorio. Ma il discorso della conoscenza della casa, cioè se vogliamo vedere, Andrea Sempio conosceva la casa molto meglio di Alberto Stasi, perché ricordo che Alberto Stasi in quella casa non c'era mai entrato fino al 5 di agosto, eh! No, perché questo spesso si dimentica, si pensa che loro fossero fidanzati in casa nel senso che, diciamo, si frequentassero in casa Poggi. Ma non è così, perché semmai era Chiara che andava a casa Stasi quando i genitori erano via. Quindi ci sono dei dati che sono proprio privi di qualunque valenza a livello proprio probatorio. E quelli che sono stati considerati degli indizi, come ho detto prima, sono stati letteralmente disintegrati dalle prove nuove.”
Le parole dell'avvocata Giada Bocellari a "Incidente Probatorio" riaprono una ferita mai del tutto rimarginata nel racconto mediatico e giudiziario del delitto di Garlasco, introducendo una prospettiva che scardina uno dei pilastri logici della tesi d'accusa: l'assoluta familiarità di Alberto Stasi con la scena del crimine.
Secondo la difesa, la narrazione di una frequentazione domestica assidua tra Stasi e Chiara Poggi all'interno della villetta di via Pascoli sarebbe smentita dai fatti. Fino al 5 agosto di quel drammatico 2007, Stasi non avrebbe mai varcato la soglia di quella casa, poiché la dinamica della coppia prevedeva che fosse Chiara a spostarsi nell'abitazione del fidanzato nei periodi di assenza dei genitori di lui. Al contrario, la figura di Andrea Sempio viene richiamata dalla difesa proprio per evidenziare una conoscenza della struttura della casa ben più radicata e documentabile.
Oltre all'elemento logico-comportamentale, l'avvocata Bocellari ha posto l'accento sulle risultanze scientifiche, in particolare sulle perizie relative alle impronte (facendo riferimento agli studi dei consulenti Emiliano e Caprioli). L'argomentazione difensiva punta a dimostrare come, dal punto di vista strettamente probatorio, la sovrapposizione geometrica e morfologica tra l'impronta repertata sul luogo del delitto e i parametri associati a Stasi (come la taglia di calzatura 42) presenti discrepanze insuperabili. La puntata può essere rivista su Cusano Media Play.