Il Girone G dei Mondiali 2026 è uno di quelli che, almeno sulla carta, sembra meno equilibrato rispetto agli altri. Il Belgio parte nettamente davanti a Egitto, Iran e Nuova Zelanda e ha tutte le caratteristiche per chiudere il girone al primo posto. Alle sue spalle la corsa per gli ottavi resta aperta, con l'Egitto che sembra avere qualcosa in più rispetto alle rivali.
La prima giornata proporrà subito Belgio-Egitto, sfida che potrebbe indirizzare il cammino del gruppo. Grande attenzione anche all'Iran, che arriva al Mondiale dopo settimane complicate sul piano politico e organizzativo. La squadra avrà infatti il proprio ritiro in Messico e sarà costretta a lunghi spostamenti per disputare le gare previste negli Stati Uniti.
Il Belgio si presenta ai Mondiali con l'obiettivo di cancellare la delusione del 2022 e tornare protagonista. La nazionale allenata da Rudi Garcia ha una rosa completa, con giocatori di esperienza e tanti elementi abituati a competere ai massimi livelli. Kevin De Bruyne resta il leader tecnico e sarà ancora una volta il punto di riferimento del centrocampo, mentre Romelu Lukaku guiderà l'attacco.
Occhio ai vari Jeremy Doku, Charles De Ketelaere, Leandro Trossard e Youri Tielemans, elementi in grado di garantire qualità in ogni reparto. A giocare a favore del Belgio potrebbe essere anche la pressione, decisamente inferiore rispetto agli ultimi Mondiali. L'età dell'oro dei Diavoli Rossi sembra ormai passata e la maggiore leggerezza potrebbe fare la differenza in positivo.
L'Egitto arriva negli Stati Uniti con la voglia di passare il turno e provare a dire la sua in questi Mondiali. I Faraoni hanno disputato un percorso di qualificazione positivo e sembrano la principale candidata al secondo posto del gruppo G. La squadra si affiderà soprattutto al talento di Mohamed Salah, simbolo del calcio egiziano e vero eroe in patria.
Al suo fianco ci sarà Omar Marmoush, attaccante rapido e tecnico che può diventare una delle sorprese del torneo. Contro il Belgio servirà una gara molto attenta sul piano difensivo, mentre nelle sfide con Iran e Nuova Zelanda l'Egitto proverà a prendere in mano il gioco e a fare 6 punti totali.
Il percorso dell'Iran verso il Mondiale è stato segnato dalle vicende politiche che hanno coinvolto il Paese negli ultimi mesi. Dopo giorni di incertezza è arrivato il via libera per la partecipazione, ma la nazionale asiatica sarà costretta a gestire una situazione logistica particolare.
La squadra soggiornerà a Tijuana, in Messico, e dovrà raggiungere gli Stati Uniti soltanto in occasione delle partite, affrontando continui spostamenti durante il torneo. Dal punto di vista tecnico l'Iran resta una formazione organizzata, anche se l'esclusione di Sardar Azmoun non è certo passata in sordina.
La Nuova Zelanda tornerà a giocare un Mondiale dopo aver dominato le qualificazioni della zona oceanica e si presenterà negli Stati Uniti senza particolari pressioni. Gli All Whites sono una squadra giovane, che punterà soprattutto sull'organizzazione difensiva e sulle ripartenze.
Il capitano Chris Wood, vera e propria stella della squadra neozelandese, avrà il compito di sfruttare al meglio le occasioni create dai suoi compagni. Sulla carta il livello delle avversarie è superiore, ma la Nuova Zelanda proverà comunque a giocarsi le proprie possibilità e a complicare la vita alle rivali.
Classifica prevista