La presenza di Donald Trump alle Finali NBA 2026 al Madison Square Garden ha attirato grande attenzione mediatica, non solo per l’evento sportivo in sé ma anche per le reazioni del pubblico. Durante Gara 3 tra New York Knicks e San Antonio Spurs, il presidente degli Stati Uniti è stato accolto da fischi e contestazioni, in un contesto segnato da forti misure di sicurezza e da un’ampia presenza di autorità federali. L’episodio ha rapidamente fatto il giro dei media internazionali.
Donald Trump ha assistito alle finali NBA diventando il primo presidente degli Stati Uniti a farlo. L’evento sportivo ha fatto notizia non solo per i risultati ma anche per le contestazioni contro il tycoon.
Il leader americano ha assistito a Gara 3 tra i New York Knicks e i San Antonio Spurs. Gli Spurs hanno vinto contro i Knicks con un risultato di 115-111.
Trump è stato fischiato durante la partita di basket svoltasi l’8 giugno 2026. Gli spettatori possessori di biglietti hanno dovuto aspettare per ore in lunghe code che si estendevano per diversi isolati fuori dal Madison Square Garden per superare i controlli di sicurezza simili a quelli aeroportuali. Le autorità avevano raccomandato di arrivare “almeno” due ore prima dell’inizio della partita.
Il motivo dei ritardi erano le severe misure di sicurezza adottate per via della presenza del presidente americano. La presenza di Trump ha richiesto un imponente dispositivo di sicurezza, con chiusure stradali sia per le auto sia per i pedoni e un gran numero di forze dell’ordine e agenti dei servizi segreti schierati nell’area del Madison Square Garden. Per la sicurezza del presidente, che negli ultimi due anni ha subito tre presunti tentativi di assassinio, sono state prese precauzioni avanzate incluse tecnologie anti-drone.
Coloro che non possedevano un biglietto non potevano nemmeno avvicinarsi all’arena, dato che era stato creato un ampio perimetro di sicurezza attorno all’edificio.
I possessori di biglietti hanno poi contestato verbalmente. Il presidente americano stava guardando la partita da una suite riservata ai dirigenti. Non appena Trump, che faceva il saluto militare, è stato inquadrato sui maxi-schermi durante l’inno, si sono sentiti fischi provenire dalla folla.
Donald Trump è un newyorkese di nascita e di crescita. È nato nel quartiere del Queens il 14 giugno 1946 ed è cresciuto a New York City. È da sempre tifoso dei Knicks.
Il presidente americano ha assistito all’evento insieme alla nipote Kai Trump, a James Dolan, proprietario dei New York Knicks, all’inviato speciale e amico miliardario del tycoon Steve Witkoff. Con lui erano presenti anche diversi membri della sua amministrazione, tra cui il segretario dei Trasporti Sean Duffy, il segretario degli Interni Doug Burgum e l’amministratore dell’Environmental Protection Agency (EPA), Lee Seldin.
Dopo la partita Trump ha commentato la reazione del pubblico alla sua presenza:
Tra i presenti c’era il sindaco di New York Zohran Mamdani oltre a numerose celebrità come Ben Stiller, Timothée Chalamet, Tina Fey e Tracy Morgan. Mamdani ha dichiarato che il suo biglietto per l’evento costava circa 1.000 dollari.
Quando gli hanno chiesto se i prezzi molto alti dei biglietti escludessero gli americani comuni, Trump ha risposto che “così è la vita” e che, in fondo, “guardarlo in televisione è praticamente gratuito”.
President Trump is set to attend Game 3 of the NBA Finals between the New York Knicks and the San Antonio Spurs at Madison Square Garden on Monday. Just to get in the door, tickets cost thousands of dollars, pricing out average Americans.
— CBS News (@CBSNews) June 5, 2026
When asked about the sky-high prices on… pic.twitter.com/2TysNbxEiy
Non è la prima volta che Trump viene fischiato in un evento sportivo. Durante la finale del singolare maschile degli US Open del 2025, Trump ha attirato attenzione tra fischi e applausi tra gli spettatori.